
IL CORNER DEL PROFESSORE – Sei marzo 1251, giorno in cui morì la nostra amatissima Rosa da Viterbo. Dopo la morte, il Papa Alessandro IV, da poco in città, ben consapevole della fama di Rosa, dichiarò di averla sognata tre volte. Decise di recuperare il corpo, trovandolo miracolosamente intatto. Consapevole della unicità, decise di trasportarla in pompa magna alla basilica, oggi chiamata di Santa Rosa.
Nasce forse la tradizione più affascinante del mondo: il Trasporto della “Macchina di Santa Rosa”. In tanti secoli il mito ha raggiunto dimensioni mondiali e oggi, tutta la simbologia a lei connessa, ha un valore incalcolabile da qualsiasi punto di vista. Alessandro IV, genio di marketing: chissà se possiamo imparare da lui qualcosa.
Il 2051 oggi sembra lontanissimo. Ricorreranno 800 anni dalla morte di Santa Rosa, riusciremo a celebrarla come si deve? Ovviamente intendo lavorare da adesso per avere delegazioni da tutto il sud America. Per avere il Trasporto dell’anno 800 come evento mondiale e così via. 2051 troppo lontano? Ok, ok.
È ormai sfumata la possibilità di almeno presentare una candidatura degna di tale nome per Viterbo capitale della cultura europea nel 2033 visto che la scadenza è il 2027 e che le altre candidate lavorano da anni. Pace, questa amministrazione ha dovuto gestire il PNRR e la cascata di milioni che non potevano non essere spesi. Ovviamente a loro detta hanno fatto anche moltissime cose.
Parole del professor Chiossi: “Dovunque ti giri in città c’è qualcosa che hanno fatto”. Forse hanno ragione ma, in questo caso, parlo di altro: pianificazione. Facciamocelo da soli il regalo che sarebbe venuto dall’essere capitale della cultura europea: Rosa nasce nel marzo del 1233.
Secondo me gli 800 anni dalla sua nascita dovrebbero essere la motivazione per un anno di eventi, feste, mostre e quant’altro ci inventeremo, a lei dedicati. Macchine e mini-macchine vecchie in esposizione tutto l’anno, apertura del museo delle piccole macchine, statua gigante dedicata al facchino all’entrata della città e così via. Delegazioni da tutto il sud America, esaltazione della Francigena, attenzione mondiale su Viterbo. Mancano 8 anni. Proviamo?
Per non tirare il sasso e nascondere le mani, pianificare in questo caso significa: individuare presidente e gruppo di lavoro dedicato; definire un budget crescente (ad esempio 20.000 euro il primo anno, 40.000 euro il secondo, 60.000 euro il terzo e così via fino a due volte 100.000 euro nel 2032, tutto con “affidamento diretto”); individuare tre obiettivi che il gruppo deve perseguire (logo-programma, progetto culturale, ciclo di eventi?); ogni gennaio da adesso al 2032, il gruppo pubblica, sulle nuove pagine social dedicate, lo stato dell’opera e indica problematiche e possibili spazi di collaborazione per tutti; per il 2033 la città deve essere munita di parcheggi, ordinanze e regole (politico
amministrative) per gestire flusso da uno a due milioni di persone.
Proviamo? Quale è il vero problema: chiunque legga quanto sopra filtra tutto a secondo delle proprie aspettative o ambizioni economiche. Se avessi una casa in centro penserei che prima del 2033 dovrei assolutamente aprire il B&B. Se avessi già locale adibito alla ricezione inizierei a calcolare quanto guadagnerò in più nel 2033 perché di sicuro aumenterò i prezzi. Se avessi un locale vuoto al Corso capirei che ho fatto bene a non affittarlo a prezzo di mercato perché salirà. Se frequentassi poco il centro immaginerei che ci sarà casino e che tutto aumenterà. Se avessi casa da vendere in centro immaginerei che fine 2031 o inizio 2032 sia il momento ideale.
Se avessi attività fuori dal centro storico penserei come avere un punto vendita dentro le mura. Se fossi politico di maggioranza farei i conti e intuirei che probabilmente non governerò quindi …. Chi me lo fa fare? L’opposto per l’opposizione: ”Se governassi nel 2033 ne potrei cogliere tutti i frutti”. E altre mille versioni di quanto sopra, sempre filtrate dalle proprie ambizioni o aspettative di guadagno. Tutto talmente normale da essere definito umano.
Nessun giudizio positivo a negativo. Forse per la prima volta nella storia cittadina possiamo provare ad essere tutti superman: riusciamo a pensare nell’interesse di tutti? Per una volta la politica faccia un passo indietro e dia la responsabilità a qualcuno che sa cosa fare e che abbia la libertà di programmare. Che dite, riusciremo? Avete letto come è bello il programma per Viterbo capitale della Cultura Europea 2033?

















