Erbetti (Cinque Stelle): "I candidati sindaco rendano pubbliche entrate e uscite della loro campagna elettorale"
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Massimo Erbetti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, torna a chiedere a tutti gli altri pretendenti alla fascia tricolore di rendere pubbliche entrate e uscite della propria campagna elettorale. Lo fa con una nota inviata alla stampa cittadina, che riportiamo integralmente.

Massimo Erbetti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, torna a chiedere a tutti gli altri pretendenti alla fascia tricolore di rendere pubbliche entrate e uscite della propria campagna elettorale. Lo fa con una nota inviata alla stampa cittadina, che riportiamo integralmente.

“Alcuni giorni fa ho lanciato la sfida agli altri candidati sindaco di rendere pubbliche le entrate e le uscite relative all’attuale campagna elettorale ma nessuno l’ha accettata. Come prevedibile tutti si sono guardati bene dal farlo; il M5S Viterbo invece, come promesso, le rende pubbliche, inviandole a tutta la stampa e mettendole a disposizione di
chiunque le voglia consultare – così Erbetti -.

Quasi nessuno, tranne rare rarissime eccezioni hanno considerato degne di nota queste informazioni rispondendo, tra l’altro, con un uno spicciolo umorismo cercando, così, di far credere che il tema sia poco rilevante.

Il M5s, invece, considera il tema di fondamentale importanza. Ogni singolo viterbese ha il diritto di essere informato su quanto si spende, perché si spende e, cosa più importante, sulla provenienza dei fondi. Oggi, considerando che gli avversari si sono sottratti al confronto, dimostrando di avere poco coraggio, sono qui a esortare i cittadini a chiedere, a gran voce, questi dati a tutti i candidati.

Cari cittadini è un vostro diritto saperlo, è un vostro diritto sapere perché qualche candidato spende molte migliaia di euro per farsi pubblicità, è un vostro sacrosanto diritto conoscere le motivazioni che spingono un gruppo politico ad “investire” così tanto denaro, come lo è conoscere da dove viene quel denaro.

Credo sia opportuno domandarsi da dove vengono quei soldi, perché solo seguendo il flusso del denaro si comprende, fino in fondo, di chi non fidarsi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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