Un benefattore dona un mezzo per trasporto disabili alla Misericordia di Grotte Santo Stefano
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La Misericordia di Grotte Santo Stefano ha un nuovo mezzo di trasporto, un Fiat Doblò attrezzato con pedana per trasporto disabili. Il nuovo mezzo, che è stato donato da un benefattore, servirà ad accompagnare malati e anziani nei luoghi di cura o per altri servizi indispensabili.

La Misericordia di Grotte Santo Stefano ha un nuovo mezzo di trasporto, un Fiat Doblò attrezzato con pedana per trasporto disabili. Il nuovo mezzo, che è stato donato da un benefattore, servirà ad accompagnare malati e anziani nei luoghi di cura o per altri servizi indispensabili.

La Misericordia è un sodalizio di volontariato avente per scopo la costante affermazione della carità e della fraternità cristiana attraverso la testimonianza delle opere di Misericordia spirituali e corporali, in soccorso dei singoli e delle collettività.

Al termine di ogni servizio, la sola ricompensa che ogni Confratello di Misericordia possa ricevere da Dio per bocca di un fratello è “Che Iddio te ne renda merito”. “Tutto quello che riceviamo da tanti benefattori, piccoli e grandi, viene utilizzato per migliorare le nostre attrezzatura e la formazione dei nostri volontari che meritano un grande apprezzamento per la loro disponibilità nel dedicare parte del loro tempo a chi ha bisogno. Il nuovo mezzo acquistato per espressa volontà del nostro benefattore “A servizio del Prossimo”, è da oggi a disposizione”. Spiegano dalla Confraternita della Misericordia di Grotte Santo Stefano.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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