700° anniversario della morte di Dante Alighieri e 750° anniversario del primo Conclave - Perché è importante ricordarli degnamente
Dante
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VITERBO - Siamo quasi a metà gennaio ma dall’ amministrazione ancora nessuna informazione su come verranno celebrati questi importanti eventi storici.

VITERBO – Nel 2021 ricorrono due anniversari molto importanti per la storia dell’umanità in generale, ma soprattutto per la città di Viterbo in particolare. Mi riferisco al 750° anniversario del primo Conclave e al 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Due eventi che vedono la città dei papi protagonista, nel primo caso per aver ospitato il più lungo Conclave della storia (dal 1268 al 1271 ndr), nel secondo poiché il Sommo Poeta, pur non essendoci prove documentali di un suo passaggio a Viterbo, si riferisce più volte nella Divina Commedia a Viterbo, come ad esempio, nella descrizione del Bullicame o della morte di papa Adriano V.

Viterbo potrebbe scrollarsi di dosso il torpore che l’attanaglia per elevarsi come città dantesca, nonché sede del primo vero Conclave, e lavorare intensamente su una promozione turistica e culturale della città.

Ce ne sarebbe davvero bisogno, soprattutto dopo un anno così difficile come quello appena trascorso.

C’è bisogno di energia, entusiasmo, voglia di fare. Per questo è importante ricordare degnamente questi due anniversari.

Perché la grandezza di un passato glorioso sia una luce che illumini un presente ed un futuro alquanto incerti e ci dia il coraggio per andare avanti.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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