6 sold out in 2 mesi e mezzo: i viterbesi hanno riabbracciato il Teatro dell’Unione
Teatro-Unione
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La stagione teatrale dell'Atcl e gli spettacoli portati all'Unione sono piaciuti: un successo che un messaggio di speranza per il Teatro vitrerbese

Sei sold-out in poco più di 2 mesi e mezzo dalla riapertura in pianta stabile del Teatro dell’Unione. Sono i numeri dei quali si può vantare l’Atcl, l’associazione teatrale dei comuni del Lazio, che ha preso in gestione, non senza polemiche, il Teatro di Viterbo.

Così a partire dal 7 gennaio, dopo il primo mese di rodaggio chiuso con un’ottima affluenza, sono arrivati numerosi soldout. Il primo con Operazione, poi con Bubbles (il 14 gennaio), La ragione degli altri (28 gennaio), Johan Sebastian Circus (4 febbraio), Questi fantasmi (10 febbraio) e Pinocchio (17 febbraio).

Sei sold-out che sono uno segnale importante sotto vari punti di vista. Il primo, quello legato al grande pubblico teatrale che si immaginava potesse essersi dissipato in questi anni in cui la programmazione e le produzioni teatrali sono state tenute in vita in città solo da alcune realtà cittadine. Una lotta, quella di Quartieri dell’Arte o Tetraedro ad esempio, che ha contribuito a mantenere viva la fiammella della passione per questa arte che è riesplosa con le grandi partecipazioni di pubblico all’Unione.

Poi c’è da raccontare la bontà della scelta portata avanti dall’amministrazione comunale di affidare la stagione all’Atcl. La programmazione, un compromesso tra i grandi spettacoli popolari e la grande ricerca, è infatti piaciuta al pubblico.

Purtroppo la scelta tiene lontana la possibilità, ad oggi, di trasformare il Teatro in un Centro di produzione riconosciuto come tale dal Mibact, ma la speranza è che in futuro si possa ripartire da questa esperienza positiva per continuare a costruire sulle macerie lasciate da anni di chiusura forzata.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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