50mila euro per fare la 'Bagnoregio-Bolsena' in bici
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BAGNOREGIO - Promosso congiuntamente dai Comuni di Bolsena e Civita di Bagnoregio, il progetto prevede la riqualificazione di un antico itinerario di circa 15 km, arricchito da infrastrutture moderne come stazioni di ricarica per e-bike, una piattaforma digitale di sharing mobility, nuova segnaletica e punti di sosta attrezzati.

Il progetto “TUSCIA ROUTE 1: Bagnoregio – Bolsena in Bici” è stato selezionato nell’ambito del bando “Bici in Comune” ed è stato finanziato con un contributo di 50.000 euro dal Ministero per lo Sport e i Giovani, che ha riconosciuto il valore strategico della mobilità sostenibile, della valorizzazione del patrimonio e del turismo attivo.

Promosso congiuntamente dai Comuni di Bolsena e Civita di Bagnoregio, il progetto prevede la riqualificazione di un antico itinerario di circa 15 km, arricchito da infrastrutture moderne come stazioni di ricarica per e-bike, una piattaforma digitale di sharing mobility, nuova segnaletica e punti di sosta attrezzati.

Con “Tuscia Route 1” si punta a rafforzare il turismo slow, sostenibile e culturale, e collegando due delle mete più suggestive della Tuscia.

Il progetto, della durata di 24 mesi, prevede anche l’organizzazione di eventi sportivi e promozionali e il coinvolgimento delle associazioni locali, con l’obiettivo di sostenere l’economia del territorio e attrarre un numero crescente di cicloturisti.

“Con ‘Tuscia Route 1’ rafforziamo un’alleanza strategica che mette al centro il territorio, la cultura, l’ambiente e la mobilità dolce. Crediamo in un turismo che rispetti la natura e valorizzi le eccellenze locali, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile.”
— Luca Profili, sindaco di Civita di Bagnoregio, e Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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