500 anni dalle Tesi di Lutero: Viterbo ha perso il treno delle celebrazioni
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Sono scaduti infatti i 500 anni dall’affissione delle 95 tesi da parte di Martin Lutero a Wittemberg, l'azione che portò alla nascita del Protestantesimo e che trova nella storia di Viterbo. L'anno luterano di celebrazioni è terminato il 31 ottobre.

E fu così che Viterbo perse il treno delle celebrazioni per i 500 anni della Riforma Protestante. Sono scaduti infatti i 500 anni dall’affissione delle 95 tesi da parte di Martin Lutero a Wittemberg, l’azione che portò alla nascita del Protestantesimo. L’anno luterano di celebrazioni, del quale Viterbo avrebbe potuto far parte con grande spolvero se solo fosse dato seguito alle sollecitazioni portate avanti già dal 2014 dall’associazione Egidio17 fondata da Antonio Rocca, è infatti terminato il 31 ottobre scorso, dopo un anno di iniziative messe in campo dalla Chiesa Luterana.

C’era da riscoprire infatti una memoria dimenticata, quella della damnatio memoriae su cui Gian Maria Cervo quest’anno ha costruito la 21esima edizione del Festival Quartieri dell’Arte, quella dell’Ecclesia viterbiensis e del Circolo degli Spirituali, quella di Michelangelo, Reginald Pole e Vittoria Colonna, ma soprattutto di Egidio.

Fu proprio Egidio da Viterbo infatti uno degli ispiratori di Martin Lutero, che interpretò e porto a estreme conseguenze il pensiero degli agostiniani, di cui Egidio era uno degli uomini più in vista insieme proprio a Martin Lutero. “Egidio17 – aveva commentato nel 2014 l’assessore alla cultura del comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi parlando alla presentazione delle attività dell’associazione – ci mostra la strada da seguire”.

La strada però è poi stata persa e la volenterosa e coraggiosa attività di riscoperta di tratti dimenticato della storia viterbese portata avanti da Egidio17 come da QdA, non ha portato a prendere il treno delle celebrazioni del ruolo di Viterbo negli anni della Riforma e della Controriforma. Seppure siano rinati in città spiragli di consapevolezza dell’importanza degli Spirituali e del loro ruolo nel dialogo tra le anime in lotta, rimane poco o nulla se non la sensazione che qualcosa di più si sarebbe potuto fare se solo l’Amministrazione avesse creduto nella necessità di recuperare questo pezzo di storia dimenticata.

Sarebbe stata una grande operazione di verità storica e una grande occasione di visibilità internazionale. Peccato.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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