5 giugno 1944, le bombe su Canepina e 115 morti
bombe
CNA 800x120
CANEPINA - Il bombardamento, avvenuto durante le operazioni con cui i velivoli alleati cercavano di fermare la ritirata dell'esercito tedesco, causò inoltre un numero imprecisato di feriti e seminò ovunque dolore e distruzione, tra l'altro radendo al suolo la chiesa di San Giovenale, mai più ricostruita.

CANEPINA – Canepina commemora le vittime del bombardamento aereo che colpì il paese cimino il 5 giugno 1944 e torna a farlo nel piazzale intitolato alla loro memoria, in località Casalino. Quest’anno l’appuntamento è per questo sabato 5 giugno alle ore 18 all’aperto. Nel rispetto delle norme di prevenzione anti Covid, l’ingresso al pubblico sarà consentito fino al raggiungimento del limite dei posti disponibili.

La celebrazione vuole rendere omaggio alle 115 persone che morirono quel tragico giorno di settantasette anni fa, alla presenza dei parenti e dei sopravvissuti, riuniti nel comitato presieduto da Riccardo Poli. Alla Messa officiata dal parroco di Canepina seguirà il ricordo delle autorità civili e del comitato. Il bombardamento, avvenuto durante le operazioni con cui i velivoli alleati cercavano di fermare la ritirata dell’esercito tedesco, causò inoltre un numero imprecisato di feriti e seminò ovunque dolore e distruzione, tra l’altro radendo al suolo la chiesa di San Giovenale, mai più ricostruita. Il piazzale antistante è stato rinominato da alcuni anni Piazza 5 Giugno 1944.

“Per la comunità di Canepina – afferma il sindaco Aldo Maria Moneta – questo è sempre un giorno triste e noi abbiamo il dovere di ricordarlo ogni anno, soprattutto alle giovani generazioni, con una cerimonia sempre molto commovente. È compito di ognuno di noi non dimenticare, tramandando il messaggio di pace e solidarietà che viene dal sacrificio di quelle 115 vittime innocenti. Solo così potremo dire di aver reso il giusto omaggio ai nostri cari, il cui ricordo vive in noi per sempre. Ringrazio Riccardo Poli e il Comitato parenti delle vittime, la Parrocchia, il consigliere regionale Enrico Panunzi e il Comitato Festeggiamenti Santa Corona per l’impegno e la partecipazione che non fanno mai mancare”.

aiac_banner_02
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
monastero interno
Fune 300x300
POST FB 02
domenicale post
asvis 2