47 chili di hashish e 300 grammi di coca, pusher "beccato" a Civita Castellana
Foto droga sequestrata
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CIVITA CASTELLANA - L'hanno "beccato" a piedi mentre camminava per il centro di Civita Castellana e hanno deciso di sottoporlo a un controllo, così i carabinieri della stazione locale sono arrivati a scoprire un vero e proprio deposito di droga. 

CIVITA CASTELLANA – L’hanno “beccato” a piedi mentre camminava per il centro di Civita Castellana e hanno deciso di sottoporlo a un controllo, così i carabinieri della stazione locale sono arrivati a scoprire un vero e proprio deposito di droga. 

L’intuito dei carabinieri in pattuglia

Erano da poco trascorse le 9 del mattino quando l’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile del Norm di Civita Castellana, nel corso di servizio specifico di controllo del territorio, ha notato per strada un uomo di circa 40 anni che percorreva a piedi una delle vie principali del centro civitonico.

Intuito che non si trattasse di una persona del luogo, in quanto mai visto prima di allora, i militari lo hanno raggiunto e sottoposto a controllo, durante il quale avrebbero notato un malcelato nervosismo da parte dell’uomo.

Condotto in caserma per gli accertamenti successivi, nel corso della perquisizione personale è stato rinvenuto un modico quantitativo di sostanza stupefacente, ma sufficiente a indurre i carabinieri a decidere di estendere la perquisizione presso il domicilio, sito in Magliano Sabina.

La scoperta del deposito di droga

Nonostante l’uomo continuasse a negare la presenza di altro stupefacente presso l’abitazione, la perseveranza operativa dell’equipaggio ha consentito di rinvenire inizialmente alcuni panetti di sostanza stupefacente tipo hashish, di varie fogge e dimensioni, poi degli involucri più grandi contenenti ognuno quaranta panetti dalla grandezza di una saponetta.

Alla fine della conta, è stato rinvenuto un quantitativo pari a 47 chilogrammi di hashish e 300 grammi di cocaina, nonché materiale atto al confezionamento, il tutto sottoposto a sequestro”.

L’uomo, risultato già gravato da precedenti specifici, è stato dichiarato in stato di arresto e, al termine delle formalità di rito, è stato associato al carcere Mammagialla di Viterbo.

Le dichiarazioni dell’Arma

“Le risultanze investigative sono tali da far ritenere che il notevole quantitativo di stupefacente non fosse destinato alla piazza locale, ma evidentemente già stoccato ed evidentemente destinato a rifornire più piazze di spaccio a cavallo tra Lazio ed Umbria.

Della vicenda, appare doveroso porre in risalto il fiuto investigativo dei militari che, nello svolgere un regolare turno di servizio, hanno saputo individuare una persona tra tante, apparentemente normale, probabilmente con l’unico neo di non essere del luogo e quindi di non essere mai stato controllato prima, dimostrando l’efficacia di un’attività preventiva condotta con competenza e accuratezza. Il malcapitato, infatti, ha provato a depistare gli inquirenti ma è chiaro che gli involucri contenenti stupefacente erano destinati a un centro di spedizione o presso dei box postali (di quelli utilizzati per inviare e ricevere plichi) per essere inoltrati agli acquirenti”.

E’ una modalità di esercizio del traffico di stupefacenti che si è particolarmente sviluppata nel periodo della pandemia da Covid-19.

Le indagini proseguiranno per verificare l’attendibilità dei nominativi indicati come destinatari, comprendere la filiera delle destinazioni e individuare i reali acquirenti dello stupefacente.

“Si tratta dell’ennesimo importante sequestro di stupefacenti operato nell’area di Civita Castellana – ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri – dove poche settimane fa è stata scoperta una vera e propria fabbrica di stupefacente all’interno di un capannone. Nonostante i sempre più sofisticati metodi di produzione e traffico dello stupefacente, spesso messo in vendita su canali social dedicati e spedito tramite centri di smistamento postale, l’attività incessante di controllo del territorio, l’attività preventiva messa in campo attraverso le nostre pattuglie, dei nuclei radiomobili e delle stazioni carabinieri, consente di cogliere importanti successi. L’apporto di nuovi e più performanti strumenti tecnologici in dotazione alla polizia giudiziaria è fondamentale. L’azione di vigilanza attenta di ogni carabiniere, anche nelle piccole località della Provincia, la capacità di dialogo continuo con la cittadinanza, sono insostituibili per cogliere i segnali che ci consentono di reprimere, e talvolta, prevenire il perpetrarsi di comportamenti antisociali e criminali”. 

 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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