44mila euro raccolti, la bella partita di Fernando Casali
Fernando Casali
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44mila euro. Questa la cifra raggiunta dalla raccolta fondi via web che permetterà a Fernando Casali di tornare a vivere dentro casa sua. L'obiettivo fissato era di 35mila euro in una quarantina di giorni. In tanti sono scesi in campo e hanno giocato con Fernando. 

44mila euro. Questa la cifra raggiunta dalla raccolta fondi via web che permetterà a Fernando Casali di tornare a vivere dentro casa sua. L’obiettivo fissato era di 35mila euro in una quarantina di giorni. In tanti sono scesi in campo e hanno giocato con Fernando. 

16 anni, un incidente l’ha messo sulla sedia a rotelle e, per il momento, sta abitando nel garage sotto casa. Il problema si chiama barriere architettoniche. La soluzione da trovare è l’ascensore. Soluzione trovata, perché i 35mila euro servivano a questo. 

Prima di Natale sulla piattaforma di crowdfunding Eppela è partita la raccolta. Tante le testate giornalistiche locali che hanno sostenuto la causa. Il noto giornale online Calcio della Tuscia si è messo la maglia ed è sceso in campo, in squadra con Casali. Anche La Fune ha scelto di farlo e lo stesso hanno fatto anche altri quotidiani. 

Fernando ha avuto un incidente, brutto, in motorino circa un anno fa. Un maledetto 22 ottobre. Era un portiere, giocava con gli allievi della Polisportiva Monti Cimini, mentre il fratello minore gioca con gli esordienti del Gallese United. Squadra dal grande spirito e capace di mettersi in campo per questa sfida importante. Sono stati loro a lanciare la raccolta fondi.

Si è messo in gioco anche il portierone Giuseppe Iacomini, lo stesso che lanciò l’iniziativa dello scambio dei bonifici per Amatrice. Il tempo dei lavori per realizzare l’ascensore che lo farà rientrare a casa e l’obiettivo che un’intera comunità si è dato un mese fa potrà dirsi raggiunto. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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