43enne travolto da utilitaria mentre era sul marciapiede a Santa Barbara

Subito sono arrivati i soccorsi che hanno riscontrato una situazione particolarmente grave per l'uomo. Attualmente è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santa Rosa. Arrivato in ospedale è stato operato d'urgenza.
VITERBO – 43enne falciato all’altezza della rotatoria di Santa Barbara. Il fatto si è verificato domenica 29 giugno poco prima delle undici del mattino. A travolgerlo, mentre era a piedi e sul marciapiede, un 73enne alla giuda di un’utilitaria.
Subito sono arrivati i soccorsi che hanno riscontrato una situazione particolarmente grave per l’uomo. Attualmente è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Rosa. Arrivato in ospedale è stato operato d’urgenza.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















