
Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
400 PAROLE – Così alla fine arrivarono gli intraterrestri. Sbucarono dalla grotta di Krubera, presso il Caucaso, profonda due chilometri. Erano bassini, con torace e naso molto ampi, per assumere meglio l’ossigeno rarefatto del centro della Terra, ma sostanzialmente non differivano molto da noi, con quelle tute color arancio che li facevano passare per degli addetti ai lavori stradali. Erano in due.
-Ma davvero provenite dal centro della Terra?-
-Proprio dal centro no, lì ci sono le nostre riserve energetiche… io abito in corrispondenza della vostra Norvegia, duemila chilometri più sotto, mentre lui – addita il suo compagno – vive in un posticino che corrisponde al Sudafrica…-
-Quattromila chilometri sotto il Sudafrica- precisa quello.
– Ma come è possibile? Il centro della Terra è caldissimo, arido, tutta roccia… è invivibile –
-Pregiudizi… intanto, dentro il pianeta ci sono tantissimi spazi, giganteschi, vuoti, dove si vive benissimo… e poi non manca di certo l’acqua… ma voi lo sapete che gli oceani sono intercomunicanti in profondità? Forse non ve ne siete accorti, ma sotto quello che voi chiamate il Pacifico c’è un buco da cui l’acqua scende fino da noi, attraversa mezzo pianeta e risorge sotto l’Atlantico… vasi comunicanti veri e propri… peccato che sia un percorso troppo tumultuoso e pericoloso, sennò invece che farci largo nella roccia saremmo saliti da lì… – Ride soddisfatto.
-Ma vivete al buio… –
-Buio?- ammicca al compagno ridendo di cuore – laggiù c’è più luce di quanto crediate… piccoli soli che ci danno tutta la luce che vogliamo …. –
-E di che cosa vi nutrite?-
Quello sogghigna e ammicca ancora al compagno:
-Beh, stamane mi sono fatto un bel piatto di insalata… e tu?-
-Pesce… dal Pacifico-
-E da quanto vivete laggiù?-
– Da sempre, come voi…. Un milione di anni, all’incirca..-
-E come mai siete saliti solo ora?-
-Ci voleva la tecnologia adatta, ma vi abbiamo seguiti sempre eh… di voi ci raccontano gli spiriti vacui delle profondità, voi non li conoscete ma sono molto abili… di notte escono in superficie per sbirciarvi e poi ci mandano informazioni, facendo vibrare le rocce –
-I terremoti…-
-Beh… scusate se qualche volta hanno esagerato-
L’altro si avvicina e aggiunge:
-Dovevamo arrivare in superficie, prima o poi: abbiamo in programma di andare a conoscere i nostri confratelli, che abitano nelle viscere della Luna –
-Ma non vi daremo alcun fastidio, sia chiaro – assicura il compagno – sappiamo come siete fatti, poco inclini alle novità…-
Ancora un raccontino sull’invasione della Terra. Ma forse trascorriamo troppo tempo con il naso all’insù a lambiccarci il cervello se fra quella miriade di astri esistano lontane razze extraterrestri, magari temendo una loro minaccia. In realtà, dovremmo dedicare più attenzione alla Terra, di cui conosciamo solo una minima parte, quella della superficie, che è spessa – includendo montagne, oceani e grotte- meno di una ventina di chilometri. Sotto sotto, più vicini di quanto si creda, potrebbero vivere dei nostri ignoti compagni di viaggio …
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Agosto 2023


















