
Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Come ogni fine settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
di Johann Beistler
Ieri sera abbiamo portato i nostri figli al supermercato notturno. Si sono molto divertiti; abbiamo insegnato loro come distinguere i cibi buoni da quelli cattivi, le cose da mangiare e quelle da scartare. Loro a volte hanno esagerato, mettendosi a giocare con tutto quello che capitava alla loro portata; abbiamo dovuto sgridarli perché rischiavano di fare toppo baccano.
La giornata era cominciata nel modo migliore. Era sabato, avrebbe aperto il mercato in piazza, e noi all’alba ci siamo fatti trovare già lì. E’ bello, perché non c’è ancora gente e tu vedi tutto questo ben di dio che arriva e che distribuiscono sulle bancarelle. I commercianti sono rimasti sorpresi nel vederci già pronti a prendere qualcosa. Così sorpresi che qualcuno ci ha pure fotografato; ci siamo sentiti importanti. Ma poi, la giornata è voltata al peggio.
Appena tornati a casa, abbiamo saputo che il capo del Club dei Montanari era stato investito da un macchina sulla strada che porta in cima al monte, restando ucciso. Una tragedia; è già la terza volta quest’anno che succede. Poi arrivano un sacco di uomini, con mezzi, ambulanze, e quella confusione non ci fa bene, ci costringe a ritirarci nelle nostre dimore per non sentire quelle grida, quelle sirene, le minacce che qualcuno urla persino verso di noi, che non c’entriamo niente.
Domani portiamo di nuovo i figli al parco. Crescono presto, ormai è bene che imparino a girare un po’ per conto loro, divertendosi a conoscere cose nuove. Comunque l’altro giorno abbiamo dovuto sgridarli perché per gioco si sono messi a scavare nel prato appena rasato, facendo danni. Se se ne accorgono, non ci fanno più entrare. Per punizione, abbiamo negato ai nostri figli l’allettante opportunità di mangiare sul posto delle deliziose patatine fritte. E, tornando a casa, siamo stati rigidissimi con i ragazzi, imponendo loro di attraversare le strade sulle strisce pedonali. Devono imparare le regole della convivenza. Solo così si può sopravvivere.
Prima di rientrare nella nostra zona, ho sentito la vociaccia del solito cittadino che biascicava “Eccoli, ‘sti cinghiali, sempre tra i piedi!”. Mi sono inoltrata nel bosco senza voltarmi indietro ed evitando di mandargli un grugnito minaccioso. Con gli umani non si può proprio ragionare; prima ci invitano ad abitare le loro campagne per i loro sporchi giochetti violenti, e poi si lamentano della nostra presenza. Stupidi!
Dalla parte dei cinghiali, del loro punto di vista. Sono ormai di casa in molte città, specie in quelle che hanno al limitare un bosco, dove i cinghiali possono nascondersi e condurre la loro vita selvatica. E’ colpa loro se fanno tanti figli, e se li educano alla loro vita, che è ormai vita cittadina? Non sarà invece colpa della bulimia di quei cacciatori che importavano animali dall’estero per poter cacciare a volontà? Poi, tutti noi ne subiamo le conseguenze…
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Settembre 2024


















