

400 PAROLE – Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
“Ehi, che fine avevi fatto? Sono due giorni che ti aspetto…”
“Ah, mi dispiace… sono rimasta nell’area di attesa, quella vicino alla Fontana, non mi liberavano più…”
“Due giorni senza di te… ho dovuto lavorare da sola o con altre… Quando succedono queste cose, divento matta… ma ti pare, siamo oltre venti, e che bisogno c’è di starsene giorni interi nell’area di attesa…”
“Beh, ti ricordi quella volta che i proprietari andarono in vacanza e si dimenticarono di mettere ordine nei reparti? Mamma mia, quindici giorni d’inferno… chi stava da una parte, chi da un’altra… senza potersi neppure lavare…”
“Da qualche tempo i proprietari mi sembrano un po’ svaniti… come se avessero problemi; vanno sempre di fretta, e ovviamente poi succede che il lavoro ne risente; hai visto che è successo ad Azzurro13? Tre giorni senza potersi pulire, dopo aver fatto quel lavoraccio sporco…”
“Beh, poi lui è quello che taglia, gratta, insomma è uno di quelli che fatica di più, con il suo gruppo… non vorrei essere nei suoi panni.”
“Il reparto coltelleria spesso è sotto pressione; di questi tempi ancora di più, me lo ha detto Azzurro 4, che poi lui è uno dei più vecchi, sa come vanno le cose… dice che sono arrivati molti prodotti nuovi che andavano lavorati.”
“Beh, poi sotto le feste, figurati… Comunque ho l’impressione che i proprietari abbiano dei problemi, sono un po’ trascurati nelle loro decisioni. Mah, succede… per fortuna oggi è arrivato uno di loro e ha messo tutto in ordine… ecco perché mi sono meravigliata che tu non ci fossi…”
“Dicono che da un momento all’altro dovrebbe venire un nuovo proprietario… uno molto, molto giovane, che andrà anche istruito…”
“Comunque vadano le cose, stanotte potremo starcene di nuovo insieme, stare vicine e farci compagnia… la notte è buia, non mi piace passarla da sola…”
“Eh, ma ci sono le altre compagne del reparto forchetteria…”
“Sì, ma con te ci conosciamo da tempo, è bello starcene insieme…”
“Già… ti devo confessare una cosa; ieri ho trovato una piccola crepa nel mio corpo base… potrebbe essere l’inizio della fine…”
“Oddio… non si può fare niente?”
“Sai come sono i proprietari… se una forchetta si rompe, la buttano, mica ci pensano su due volte…”
È bello quando gli operai si parlano fra loro, rinsaldando la propria amicizia, e commentano la vita e le scelte dei proprietari dell’azienda. Se poi si tratta di operai così particolari, che vivono per lo più in cucina e stanno in sala da pranzo solo per servire, nemmeno ti aspetteresti che parlino e ragionino così saggiamente…
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Aprile 2024


















