

Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
400 PAROLE – Il professore guardò di sottecchi lo studente che si era appena seduto per superare l’esame. Dovette fare uno sforzo per non sbuffare; visto lo studente, era chiaro che quello non sarebbe stato che un accertamento del tutto formale e rituale della sua preparazione, poi sarebbe stato promosso.
Semmai era strano che si presentasse per un esame di letteratura; in genere quelli del suo tipo si presentavano per laurearsi in fisica, biologia, medicina, matematica, ingegneria, molti in economia: ma che ci faceva quello con una laurea in letteratura?
Provò con una domanda facile: l’idea che Dante si era fatto della pietà celeste. Lo studente lo fissò corrucciato; poi strinse gli occhi come se volesse concentrarsi, ma non emise parola. Il professore rimase sorpreso e perplesso. Come mai quello non rispondeva? La domanda era semplice. Provò con un altro argomento: quale era il fine di Milton, nello scrivere il suo paradiso perduto. Lo studente si agitò sulla sedia, provò a cambiare posizione, poi appoggiò le mani sul tavolo e guardò il professore, restando muto e con gli occhi sgranati, come se stesse cercando di capire la domanda.
-Conosce l’opera di Milton, no? – chiese il professore, quasi allarmato dalla piega presa dall’ esame.
-Sì, certo – rispose lo studente – con un tono di voce promettente, che dava l’idea che sapesse rispondere.
-Allora: quale era il fine di Milton? – ripeté il professore.
E quello, muto.
Ultimo tentativo:
-Passiamo ad altro argomento, letteratura moderna: la ricerca di Dio nella poesia italiana dal ‘900… –
Lo studente fissò il professore e dopo qualche secondo scosse la testa.
-Non ha risposto a nessuna domanda- osservò il professore – come mai?-
Lo studente si erse sul busto e con voce atona rispose:
-Mi ha chiesto di pietà celeste, di paradiso, di Dio… tutte cose che non esistono; nel mio database le cose che non esistono non sono previste, non ne è previsto l’apprendimento automatico e quindi non ho potuto generare alcuna risposta perché non ne comprendo il significato –
Il professore fece un sospiro, poi annunciò: – Lei ovviamente è bocciato –
– Ovviamente – convenne con voce atona lo studente, che poi si alzò, salutò educatamente il professore e si allontanò con il passo felpato tipico dei robot di ultima generazione.
L’Intelligenza Artificiale generativa non si limita a riprodurre tutto quel che sa, ma riesce a trovare anche soluzioni originali a partire dal bagaglio di informazioni che possiede. Così, un giorno potrà assomigliare, anche fisicamente, a una persona umana. Con un limite: tutto dipende da cosa gli è stato fornito, per far funzionare la sua capacità di elaborare autonomamente il proprio pensiero….
370 parole
Aprile 2024

















