
Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Come ogni fine settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
di Johann Beistler
-Io non so più cosa devo fare, con te. Hai voluto la nuova consolle, e ti ho comprato la nuova consolle ultimo modello; ti interessava il viaggio in Inghilterra, e ti ho pagato viaggio e residenza per sei mesi in hotel a cinque stelle; volevi l’auto nuova e ti ho fatto trovare sotto casa la
Lamborghini gialla che ti piaceva tanto; volevi provare la sniffa, e ho sopportato che tu sniffassi con i tuoi amici e che ti scopassi le tue amichette, e le mie, a bordo piscina, con la musica a tutto volume… ma che altro vuoi?-
-Pà, tutte belle cose; ma mi manca “la cosa migliore”: la definiscono così…-
-“La cosa migliore”? Così la definiscono gli imbecilli–
-Pà… dài, se dicono così… –
-No, quella no; quella proprio no. E poi che ne sai…? Quello che se ne dice sono tutte balle!-
-E su, pà; ti presto le mie amichette… –
-Ho detto di no. Non si può. Non si fa –
-Ma tu da giovane l’hai fatto… me lo hai raccontato tu… –
-E me ne sono pentito per tutta la vita… e poi oggi i tempi sono cambiati, non si fanno certe cose…-
-Ma almeno una volta! –
-Non se ne parla! E’ sufficiente una volta e ti vengono idee strane… stai male con la testa, pensieri che ti sconvolgono la mente, finisci per sentirti infelice…-
-Però alcuni miei amici lo hanno provato…-
-E come sono finiti?-
-Beh…-
-Ah.. rispondi beh? Te lo dico io: uno non si vede più in giro da tempo, non è più venuto alle tue feste, non frequenta più le discoteche e non si sa che fine ha fatto… un altro ha cominciato a dire cose strane e la famiglia l’ha dovuto mandare a curarsi… C’è gente che è finita male, molto male con quella roba! –
-Eppure, sarei curioso di provare…-
-Senti, facciamo così: ti compro la Superducati, quella da 2000 di cilindrata, e ci aggiungo una vacanza in Polinesia…là, in quel posto dove si balla sulle onde, ricordi che dicevi di volerci andare? Costa un occhio della testa, ma almeno dalla testa ti togli certe idee…-
-Pà, uno solo, dai…-
-No e poi no: te lo puoi scordare! E’ pericoloso-
-Uno…-
-Non insistere, non essere sciocco: accontentati di quello che ti regalo! Non mi pare poco, eh…-
-Ma pà…-
-No –
-Ma, pà… un libro: che sarà mai un libro!-
Tempo forse verrà che tutto questo si avveri. Lo temono i critici della modernità, ne hanno fantasticato in qualche modo i futurologi più pessimisti. Certo è che il libro, il sapere possono essere armi sconvolgenti, persino più pericolose di una droga. Specie se ti invitano a capire, a sapere, a farti domande. Ad abbandonare almeno per un giorno una discoteca o un bordo piscina per rifugiarti nei sogni e nelle sfide del pensiero, delle idee della letteratura e della filosofia…
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Agosto 2022


















