40 giorni di "quarantena" per i bambini appena vaccinati. La proposta di legge presentata da M5S in Regione Lazio fa discutere
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Questo un effetto possibile della proposta di legge presentata alla Regione Lazio dai consigliere pentastellati Davide Barillari e Roberta Lombardi. Una prospettiva no-vax? Le perplessità non sono poche e la proposta accende gli animi. 

Tuo figlio si è appena vaccinato? Lo attendono quaranta giorni di “quarantena” da scuola.

Questo un effetto possibile della proposta di legge presentata alla Regione Lazio dai consigliere pentastellati Davide Barillari e Roberta Lombardi. Una prospettiva no-vax? Le perplessità non sono poche e la proposta accende gli animi. 

 L’articolo 11 “Rapporto con le scuole e certificazione”, al comma 2, afferma che “la scuola garantisce che sia rispettato il periodo di quarantena di 4-6 settimane per il soggetto appena vaccinato con virus attenuato, al fine di evitare contagi indotti dalle stesse, secondo il principio di precauzione”.

Se la legge ottenesse l’ok del Consiglio regionale, altamente improbabile, i bambini appena vaccinati non potrebbero andare a scuola prima di almeno 40 giorni. Nessuna prescrizione per i bimbi non vaccinati. Al comma 3 si legge: “La scuola non entra nel merito della formazione delle classi in base alle certificazioni vaccinali dei soggetti, i quali vengono inseriti nelle stesse in base ad altri criteri non di tipo sanitario ma di tipo organizzativo, stabiliti dalla scuola stessa”. 

Il Fatto Quotidiano riporta delle dichiarazioni di Barillari molto interessanti sulle fonti mediche a supporto della prospettiva che si vorrebbe tracciare con questa legge. 

“Non abbiamo fatto altro che applicare le raccomandazioni mediche. Andando a leggere sul foglietto illustrativo del Priorix Tetra, uno dei principali farmaci somministrati ai bambini fra gli 11 mesi e i 12 anni di età contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, si legge che “una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin dove possibile, uno stretto contatto” con “individui con una ridotta resistenza alle malattie”, “donne in gravidanza che non hanno avuto la varicella” e “neonati da madri che non hanno avuto la varicella” o non ne siano state vaccinate”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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