37 storie per raccontare 'Lo sport tradito', al Consorzio Biblioteche
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VITERBO - A raccontarle, Daniele Poto, giornalista e scrittore, che per l'occasione presenterà il suo ultimo libro: "LO SPORT TRADITO - 37 storie in cui non ha vinto il migliore". Un testo-dossier che vuole accendere i riflettori su fatti che hanno contribuito a scrivere le pagine più negative e cupe della storia di diverse discipline, e che punta ad aprire il dibattito sull'etica dello sport.

VITERBO – Vicende note e sconosciute, competizioni truccate, doping, assegnazioni viziate di grandi competizioni, brogli negli scacchi, gare e traguardi in cui non sono stati i più onesti e bravi a tagliare il traguardo per primi: venerdì 8 febbraio, con inizio alle 17,30, la sala di proiezione Roberto Rossellini della biblioteca consorziale, sarà teatro di un incontro in cui si parlerà proprio di queste tematiche.

A raccontarle, Daniele Poto, giornalista e scrittore, che per l’occasione presenterà il suo ultimo libro: “LO SPORT TRADITO – 37 storie in cui non ha vinto il migliore”. Un testo-dossier che vuole accendere i riflettori su fatti che hanno contribuito a scrivere le pagine più negative e cupe della storia di diverse discipline, e che punta ad aprire il dibattito sull’etica dello sport.

Tanti e vari gli argomenti toccati in questa sua opera. Alcuni molto attuali, come il “doping di stato” che ha coinvolto la Russia, altri più datiti, come ad esempio le medaglie legate alle vecchie Germani dell’Est; e alcuni pittoreschi, come quello che racconta la storia di Frederick Lorz, il grande fondista statunitense, che vinse la maratona dell’Olimpiade di Saint Louis utilizzando una macchina guidata da suo allenatore.

Da sempre impegnato sui temi della legalità, Poto ha all’attivo numerosi testi di letteratura e saggistica. Impegnato in Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, sugli stessi temi ha pubblicato, tra gli altri, “Le mafie nel pallone” (Edizione Gruppo Abele, 2010). Un lavoro assiduo questo portato avanti sulla legalità, che ha prodotto anche “Azzardopoli” e “Italia diseguale”.

Ad accompagnare Poto in questa narrazione, Massimiliano Mascolo, scrittore e giornalista Rai Sport, autore di molti testi sportivi legati al territorio.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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