Chiusura centro storico, tensione tra commercianti e Comune
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Chiusura del centro storico, l'amministrazione comunale si confronta con i commercianti. Un paio d'ore tese all'interno dell'ex tribunale di piazza Fontana Grande.
L’incontro di ieri sera

Centro storico, l’amministrazione incontra i commercianti. Erano in 300, sarebbe bello iniziare così, anche se nella realtà il numero dei presenti è risultato essere piuttosto inferiore. Duecento al massimo, sicuramente anche a causa dell’effetto Viterbo Spoon River che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi. Due visioni del centro storico, da una parte quella dei gestori dei negozi e dall’altra quella dell’amministrazione Michelini. Da una parte Serse e dall’altra Sparta. Fate voi chi è chi.

 

Terreno dell’incontro, degenerato a tratti in scontro, l’ex tribunale di piazza Fontana Grande. Fuori tutte le macchine puntualmente parcheggiate nella piazza dove troneggia un altissimo divieto di sosta. Un film che va in scena ogni benedetta notte.

 

I commercianti hanno costituito un comitato che riecheggia una vecchia canzone di Battiato: Centro di Gravità. L’amministrazione è scesa in campo invece con tanto di sindaco, vicesindaco Luisa Ciambella, assessore al centro storico Alvaro Ricci e la new entry allo Sviluppo Economico Giacomo Barelli.

 

Il motivo della contesa, neanche a dirlo, le nuove politiche di chiusura di una parte del centro. Per Michelini & Co. l’alba di una nuova era dentro le mura, per i negozianti l’accellerazione verso la chiusura delle loro attività per bancarotta. O qualcosa di simile. Una vecchia storia, ogni qualvolta un’amministrazione ha tentato di chiudere il centro è partita sempre e subito la controffensiva di chi in centro ci lavora. Tutti comunque si dichiarano di base favorevoli all’introduzione delle ZTL e alle limitazioni del traffico. Per i commercianti però bisogna preoccuparsi di tenere dentro i buoi prima di chiudere la stalla. Traducendo: è necessario realizzare le infrastrutture e gli accorgimenti capaci di mantenere affezionati i cittadini-consumatori al centro, evitando di spingerli verso i più comodi centri commerciali periferici. Quelli, per intenderci, dove è possibile parcheggiare dentro i negozi.

 

L’incontro di ieri tuttavia è da considerarsi importante. Un momento di confronto capace di fare venire a galla anche qualche idea sensata. La richiesta dei commercianti è stata chiara: “Riaprire via Cavour al traffico”.

 

L’amministrazione da parte sua ha indicato dei punti importanti: realizzazione di nuovi parcheggi con i soldi recuperati dai tagli sul Plus. In primis quello delle Fortezze, zona abbandonata della città e che nell’ottica di chiusura del centro va a ricoprire un ruolo strategico. Da qui è possibile entrare in centro con pochi passi, o attraverso l’abbandonata Porta San Leonardo o attraverso Porta Romana stessa. Altro punto importante il doppio senso di marcia che permetterebbe di salire al parcheggio del Sacrario da Valle Faul. Ulteriore ossigeno dovrebbe arrivare da una nuova zona sosta fuori Porta Faul, descritta ieri sera dallo stesso assessore Ricci. L’amministrazione poi sta ragionando su parcheggi gratuiti per i primi trenta minuti nelle vie del centro e l’assessore Ciambella ha fatto presente che a Palazzo dei Priori stanno lavorando per capire se possibile applicare una riduzione di tasse per chi ha un esercizio commerciale dentro le mura.

 

Il sindaco Michelini ha accolto con ottimismo l’incontro, ritenendolo utile per correggere il tiro. Qualche commerciante è andato oltre il lecito, dando luogo a scene inutili quanto inopportune. Il film della chiusura del centro storico e del suo rilancio è ancora tutto da girare. La cosa che non possiamo non sottolineare è questa: attualmente, anche senza chiusura il centro è già morto. Tanti negozi sono chiusi e i residenti sono passati dai 35mila del 1990 a circa 9mila. Un tracollo vero e proprio. Non è quindi l’apertura o la chiusura di via Cavour che può marcare una qualche differenza, piuttosto servono politiche serie di modernizzazione. Anche se si dovesse lasciare sul campo qualte scontento.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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