33mila pasti serviti in tutto il 2014 dalla mensa Caritas
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33mila pasti serviti nel 2014. E' come se un viterbese su due, almeno una volta l'anno avesse avuto bisogno di mangiare alla mensa della Caritas. Un numero grande e una grande organizzazione che riesce a fronteggiare la situazione.

33mila pasti serviti in tutto il 2014. Applicando la matematica e dividendo per tutti i giorni dell’anno siamo a una media di 90 pasti al giorno. Questa è la mensa Caritas di Viterbo.

Un numero duro. Che racconta una situazione pesante che anche la città di Viterbo sta vivendo. Ma il dato potremmo sviscerarlo ancora e dividerlo per due: un pranzo e una cena. Viene fuori che almeno 45 persone ogni giorno, nella sola città di Viterbo, non hanno di che vivere. Niente di niente, neanche la possibilità economica di mettere insieme il pranzo con la cena.

Ma questa è una riflessione matematica che rischia di alleggerire quella che in realtà è una situazione peggiore. Le persone che entrano in contatto con la Caritas, che si mettono in fila fuori alla mensa di piazza San Leonardo in realtà sono molte di più. A gestire la struttura c’è l’associazione di volontariato ‘Don Alceste Grandori’. Loro ogni giorno accendono il fuoco del fornelli e quello simbolico del punto d’incontro. 

Tutto è iniziato nell’ormai lontano 23 ottobre 1995. Una storia fatta di pasti caldi, ma anche di altro tipo di sostanze. Accoglienza, ascolto, rispetto e amicizia. E a mettere olio nella lampada sono tanti viterbesi che con le loro donazioni: di alimenti e di denaro; rendono possibile tutto questo. 

Al lavoro dei fornelli si aggiunge quello de ‘La Tenda’. Un progetto che riesce a mettere un tetto sopra la testa a chi non ha neanche una piccola casa dove dormire. Un qualcosa che brilla ancora di più a Natale, dove i volontari continuano a esserci. A essere presenti per gli ultimi.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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