300mila euro per riqualificare e rendere visitabile la torre civica di Palazzo dei Priori
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VITERBO - Approvato l'emendamento presentato dal consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti. Nella giornata di ieri la sala d'Ercole ha deciso un importante investimento per lo sviluppo turistico della città. Forse l'unica visione che trova concretizzazione dalla discussione del bilancio. 

VITERBO – Trecentomila euro del bilancio 2019 saranno destinati al restauro e riqualificazione della torre civica di piazza del Comune, così da metterla nelle condizione di potere essere visitata dai turisti.

Approvato l’emendamento presentato dal consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti. Nella giornata di ieri la sala d’Ercole ha deciso un importante investimento per lo sviluppo turistico della città. Forse l’unica visione che trova concretizzazione dalla discussione del bilancio. 

La città dei papi decide di rispolverare e generare un nuovo attrattore. Da lassù sarà possibile regalare l’emozione di una vista sui tetti della città storica. “Hanno vinto Viterbo e i viterbesi”, commenta il pentastellato. Incassando l’applauso anche dei consiglieri di maggioranza.

Anche il sindaco Arena commenta entusiasta: “Sono estremamente convinto della validità di questo progetto. Mi auguro che porti risultati, vorrei che la piazza fosse piena di turisti e ci costringa ad allargare l’area pedonale. Il successo di questa iniziativa spero possa portarci ad altre azioni in questa direzione in un secondo momento”. 

L’idea di rendere visitabile la torre civica venne lanciata in passato dal consigliere di Viva Viterbo Filippo Rossi. I Cinque Stelle presentarono l’emendamento anche in epoca Michelini ma venne bocciato. 

“Nel 2017 era stato presentato l’emendamento per destinare 200mila euro della tassa di soggiorno anche per provocazione verso Rossi, venne però bocciato. Oggi le cose sono andate in un altro modo. Non vince Erbetti, vinciamo tutti”.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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