30 anni dal trasporto con Wojtyła. Il Sodalizio ha in mente qualcosa per il 27 maggio
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Il 27 maggio saranno trenta anni dal magico trasporto straordinario alla presenza di papa Giovanni Paolo II. Il Sodalizio dei facchini ha in mente di ricordare quella storica giornata con un apposito evento.

In attesa che da Roma ci facciano sapere qualcosa sulla venuta o meno di Papa Francesco a Viterbo, per giugno o per il tre settembre, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa ha in mente di non lasciar passare nell’indifferenza il prossimo 27 maggio.

 

Una data molto importante per Viterbo e per la tradizione del trasporto della Macchina di Santa Rosa.   Correva l’anno 1984 e da Palazzo dei Priori uno sguardo fissava con commozione e devozione il “campanile che cammina” venire giù da via Cavour. Erano gli occhi di Giovanni Paolo II. Un momento indimenticabile per la città dei papi, la venuta a Viterbo di uno dei pontefici più amati della recente storia della chiesa, festeggiato con il sommo tributo del trasporto straordinario.

 

“Abbiamo in mente di realizzare un evento per ricordare quella mitica giornata – ci confessa il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini -. Quel momento è stato molto importante per la città e intendiamo fare un qualcosa per mantenerne viva la memoria, visto che da quel giorno sono passati trent’anni”.   Cosa hanno in mente i facchini di Viterbo non ci è ancora dato saperlo ma l’idea ci piace. In attesa di vedere cosa ci aspetta per il 27 maggio del 2014 vi proponiamo le immagini di quella fantastica notte del 27 maggio 1984.

 

 

IL VIDEO DI GIOVANNI PAOLO II A VITERBO – 27 MAGGIO 1984

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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