Arena: "I dipendenti del Comune sono scontenti"
Giovanni Arena
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Il problema tra l'anima politica e quella amministrativa del Comune di Viterbo non riguarda solo i dirigenti ma anche l'umore dei dipendenti. Lo sottolinea il coordinatore di Forza Italia Giovanni Arena.

Cosa c’è che non va negli uffici comunali del capoluogo? Dà una lettura Giovanni Arena, coordinatore cittadino di Forza Italia e che conosce molto bene l’ambiente.

Generale malcontento da parte dei dipendenti comunali di Viterbo. E’ quanto ha potuto riscontrare il coordinatore comunale di Forza Italia Giovanni Arena.

“Parlando con loro – spiega – ho potuto constatare una demotivazione diffusa, un generale malcontento, che hanno creato un solco profondo tra loro e la parte politica, al punto di portarli a cercare la possibilità di essere trasferiti. 

Tutto questo fa sì che la macchina amministrativa proceda molto lentamente e soltanto grazie al senso di responsabilità dei dipendenti comunali si riescono comunque a raggiungere risultati accettabili per i cittadini.

La prima cosa da fare quando ci si insedia in un’amministrazione, sia essa comunale, provinciale o regionale – prosegue Giovanni Arena – è verificare la situazione di tutti i settori per capire come si deve agire per migliorarne le prestazioni, monitorando continuamente gli uffici per portare eventuali modifiche dove la situazione risulta essere più critica rispetto ad altre.

Quando si è sicuri di aver verificato e capito che tipo di macchina ci si appresta a guidare, allora si potrà procedere senza il rischio di fermarsi continuamente e poi pretendere prestazioni adeguate alla rinnovata struttura . Michelini e la sua giunta dovrebbero migliorare il rapporto con il personale, affinché lo stesso possa ritrovare la voglia e l’entusiasmo nello svolgere il proprio lavoro”.

Non affrontando questo delicatissimo aspetto i problemi aumentano e si incancreniscono e portano all’esasperazione i cittadini che non hanno più la forza di gridare il loro malcontento.

Ma fortunatamente a evidenziare questa situazione ci pensa un importante esponente della maggioranza, Filippo Rossi che oggettivamente ha esternato tutto il suo disagio sia nei comportamenti della maggioranza che in quelli della minoranza. Sono due anni e mezzo che questa maggioranza procede nelle sabbie mobili, ogni tanto fa qualche annuncio che regolarmente non trova riscontro,come la manutenzione stradale entro dicembre, come le espressioni di grande gioia perché probabilmente nel 2018 sarà presentato il progetto per il completamento della trasversale e gli altri interventi mai iniziati che lo stesso Rossi ha evidenziato e che qualcuno della sua maggioranza li ha annunciati come fatti.

La giunta lavori in silenzio (poche chiacchiere e più fatti) quando finalmente porterà a termine qualcosa di veramente importante anche la minoranza festeggerà. Perché avrete fatto qualcosa per la città, e non sarete solo impegnati a esaurivi con le faide interne.

Questo è un auspicio, ma se non migliorerà il rapporto sia con voi stessi che con il personale comunale penso che la seconda metà del mandato sarà molto peggio della prima e alla fine della consiliatura difficilmente riuscirete a chiedere nuovamente il consenso ai viterbesi. Forza, ancora siete in tempo”.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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