25 anni di Auser:“Camminare insieme per saper guardare oltre”
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VITERBO - Celebrati i 25 anni di Auser, realtà che si è attivata per migliorare la qualità della vita degli anziani, contrastare la discriminazione e la violenza di genere, in particolare nei confronti degli anziani fragili e delle donne di tutte le età, promuovere la solidarietà e sviluppare lo scambio generazionale.

VITERBO – “Camminare insieme per saper guardare oltre, per superare gli ostacoli, le paure, le nebbie.

Il 10 dicembre 1993 nasceva l’Auser di Viterbo che in questi 25 anni si è attivata per migliorare la qualità della vita degli anziani, contrastare la discriminazione e la violenza di genere, in particolare nei confronti degli anziani fragili e delle donne di tutte le età, promuovere la solidarietà e sviluppare lo scambio generazionale.

Per celebrare i primi venticinque anni è stata realizzata una mostra dal titolo: “L’Auser in cammino: i suoi primi 25 anni”, esposta fino a domenica 12 maggio.

L’iniziativa non ha avuto soltanto l’obiettivo di ricordare le attività e i sogni realizzati in questo primo quarto di secolo, ma anche e soprattutto di raccogliere nuove sfide, rispondere a nuovi e vecchi bisogni, continuare a dare il nostro contributo a migliorare la qualità della vita degli anziani e delle fasce più deboli della società.

Durante queste giornate abbiamo organizzato degli eventi legati ai temi del nostro impegno, ricorda la presidente dell’Auser Viterbese.

Per concludere il percorso ieri, 11 maggio (a partire dalle ore 10,30) si è tenuta la tavola rotonda condotta dalla presidente dell’Auser Viterbo Giovanna Cavarocchi alla quale hanno partecipato E. Costa (Presidente Auser Nazionale), P. Nocchi (Presidente Provinciale), F. Sciamanna (Dirigente CPIA 5-Centro per l’istruzione degli adulti), G. Cimarello, (dirigente dip. cure primarie Asl), A. Sberna (Assessore servizi sociali Comune Viterbo), S. Pomante (Segretaria CGIL Viterbo Roma Nord Civitavecchia), M. Perinelli (Segretaria SPI-CGIL Viterbo Roma Nord Civitavecchia) e che si è conclusa con la consegna, da parte del presidente della Provincia, di una targa ad Auser Viterbo per festeggiare i suoi 25 anni.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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