21 agosto, inizia la magia di Dies Natalis. Viterbo attende di vedere a San Sisto la sua nuova Macchina di Santa Rosa
Foto Maurizio Di Giovancarlo
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SANTA ROSA - Dies Natalis, la nuova creatura di Raffaele Ascenzi e dei Fiorillo, arriverà a San Sisto nella mattinata del 21 agosto. Qui la magia del montaggio, una sorta di rito tecnico ma con dentro tantissime emozioni. 

SANTA ROSA – L’attesa per la nuova Macchina di Santa Rosa cresce tra i viterbesi. Curiosità anche tra i turisti che si trovano questi giorni in città. 

Dies Natalis, la nuova creatura di Raffaele Ascenzi e dei Fiorillo, arriverà a San Sisto nella mattinata del 21 agosto. Qui la magia del montaggio, una sorta di rito tecnico ma con dentro tantissime emozioni. 

La giornata inizierà dal capannone sulla Tuscanese, quartier generale dei “costruttori di macchine” Edilnolo, da cui partirà il corteo dei mezzi pesanti con le parti della Macchina caricate sopra. 

Il percorso prevede l’ingresso nella parte storica della città da piazza del Teatro, quindi via Marconi, via Ascenzi e la tappa a piazza del Plebiscito. Quindi una sorta di “percorso” al contrario rispetto al canonico del tre settembre e la salita, fino a Porta Romana, attraversando via Cavour e Garibaldi. 

L’operazione di trasporto e montaggio richiede determinate chiusure al traffico veicolare. I bar e ristoranti lungo il tragitto hanno ricevuto la richiesta di smontare i dehors. 

 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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