20mila euro per valorizzare le location del cinema a Viterbo
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L'amministrazione Michelini pertanto, in continuità con questo modello, vuole realizzare il proprio intervento di valorizzazione del territorio e promozione turistica della città attraverso i capolavori del grande schermo girati a Viterbo.

La Tuscia e Viterbo in particolare hanno da sempre un fascino per i registi del grande schermo che in più di una pellicola hanno scelto questi luoghi come location.

L’amministrazione comunale sta pensando alla realizzazione di un percorso cineturistico con un capitale di 20 mila euro a disposizione del progetto. L’idea muove le mosse dal progetto denominato ‘I Borghi del Cinema della Tuscia – Brancaleone e altre storie’, presentato in forma associata dai comuni di Nepi (Capofila), Castel Sant’Elia, Faleria e Vitorchiano, incentrato sulla promozione del territorio basata sul turismo di appassionati di cinematografia, approvato e finanziato dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, considerato dall’amministrazione comunale di Viterbo come ”una utile proposta cui rifarsi per coinvolgere il capoluogo della provincia che è Viterbo in un percorso di luoghi “cari” al cinema e quindi mettere in sinergia cultura e turismo e valorizzare il patrimonio turistico, storico, ambientale ed enogastronomico del territorio”.

L’idea è quella di far rivivere l’era d’oro del cinema a Viterbo con la realizzazione di paline segnaletiche, brochure,
iniziative ed eventi che ricordino quegli anni, ma soprattutto provino di rimettere in piedi “un’industria del cinema” che usava le bellezze paesaggistiche e culturali della Tuscia per riportare questi luoghi sul grande schermo e al grande pubblico.

L’amministrazione Michelini pertanto, in continuità con questo modello, vuole realizzare il proprio intervento di valorizzazione del territorio e promozione turistica della città attraverso i capolavori del grande schermo girati a Viterbo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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