La commistione tra uomo e macchina è un tema caro alla fantascienza, di cyborg se ne parla da tempo; ma se arriviamo ad uno stato di potenziale continuità tra corpo umano, infosfera e tecnologia digitale, le sorprese potrebbero non mancare; specie se il meccanismo comincia a svilupparsi da sé, senza il nostro intervento…


Un bye-bye molto inglese, che suona sulle corde di un arrivederci e non certo di un addio. Laura si è tolta da un consiglio comunale dove era diventata sempre più voce di opposizione semi-solitaria. Si è sfilata da un contesto che poco la valorizzava e che rischiava di bollirla poco a poco, come si fa con le rane. Cosa farà alla Fondazione Vulci lo scopriremo solo vivendo ma da quel ruolo, siamo pronti a scommettere, sarà capace di costruire un trampolino di rilancio, reale e mediatico, della sua immagine.
di Roberto Pomi

Individuato in una via del centro da un poliziotto libero dal servizio, poiché rispondente per caratteristiche fisiche e per l’abbigliamento indossato al soggetto ritratto dalle telecamere presenti sull’autobus, il responsabile è stato pedinato e bloccato nei pressi della sua abitazione.
di redazione

Dall’eredità etrusca al Rinascimento, fino alle sfide contemporanee: l’arte come infrastruttura civile.

Dagli Etruschi ai borghi contemporanei, una storia di gesti, relazioni e vita quotidiana.
Dal punto di vista sociale, questa continuità è una ricchezza. In un tempo segnato dalla solitudine e dalla frammentazione, i costumi della Tuscia – anche quelli trasformati – offrono ancora spazi di relazione. Dal punto di vista economico, rappresentano un valore aggiunto: ciò che rende un territorio diverso dagli altri, non replicabile. Ma c’è anche una responsabilità.

Dalle urne etrusche agli attrezzi contadini, una storia fatta di materia, lavoro e vita quotidiana.

Nella provincia di Viterbo le grandi opere non sono mai state solo bellezza. Sono state – e possono ancora essere – infrastrutture sociali, economiche e culturali. Non nel senso materiale del termine, ma in quello più profondo: tengono insieme una comunità, generano relazioni, creano lavoro, danno identità.

Dove la fede diventa architettura, la comunità si riconosce e il tempo si fa memoria condivisa.
di Romero

Questo straordinario studioso, nato nella “tusciosissima” Valentano nel 1765 divenne rettore dell’Università di Modena, una delle più storiche e importanti subito dopo Bologna. Ruffini fu matematico e medico, oltre che Magnifico Rettore. Guidò l’Ateneo modenese dal 1814 e fino al 1819.
di Roberto Pomi

















