200 cani abbandonati in 40 giorni nei canili viterbesi
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5 cani al giorno sono stati abbandonati nell'ultimo mese e mezzo nei canili della Tuscia. Un numero gravemente elevato, denunciato dall'associazione 'Mi Fido di Fido'.

Cinque cani al giorno sono stati abbandonati nei canili viterbesi nell’ultimo mese e mezzo. 200 in appena 40 giorni. Numeri che devono fare riflettere. A denunciarli l’associazione ‘Mi Fido di Fido’.

Una denuncia che si somma a quella, sempre in questi giorni, di altri animalisti della Tuscia, tra cui Teresa Tosi del Rifugio Speranza a Tuscania.

“Una cosa mai vista, gli abbandoni sono continui in questo periodo estivo e il 90 per cento di questi animali resteranno tutta la vita in canile – commenta Cristiano Zappi – .

Oltre al dispiacere di sapere per esperienza che questi animali sono condannati a una vita di tristezza e solitudine, vorrei sottolineare che tutto questo ha un costo per la comunità, perché i canili comunali li paghiamo tutti noi. Allora, per l’ennesima volta, torno a chiedere con forza alle istituzioni preposte, come ha fatto Teresa Tosi qualche giorno fa, di eseguire controlli nelle campagne per verificare sterilizzazione e microchip, a stipulare convenzioni con le famiglie disagiate che non possono pagare centinaia di euro per sterilizzare le femmine di cane e a fare giornate del chip come è stato fatto in passato con successo”.

Zappi, a proposito di episodi che pesano economicamente sulla comunità, vuole lanciare anche un appello alla cittadinanza: “Se vedete un randagio per strada o in città, prima di telefonare ai vigili urbani, chiamate noi: abbiamo il lettore del microchip e possiamo verificare se l’animale ne è dotato. In questo modo evitiamo lo stress del canile per il cane e anche di far intervenire il veterinario incaricato, che comunque ha un costo per la collettività”.

“Questo per evitare che si verifichi ancora l’episodio di qualche giorno fa – continua Zappi -, quando sono stati avvistati due cani a Pratogiardino, a Viterbo. Noi dell’associazione eravamo sul posto col lettore ma il veterinario non solo ci ha impedito di verificare la presenza del chip, ma lui stesso non lo ha fatto, spedendo direttamente le due bestiole, tra l’altro docili e innocue, in canile. Ripeto, si sarebbe potuto evitare lo stress per gli animali e anche risparmiare i soldi dell’intervento del medico, che sono comunque a carico di tutti noi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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