
“Serve passione, forza e voglia di raggiungere gli obiettivi per vincere questa crisi. Ho imparato a conoscere il Viterbese, i suoi problemi ma anche le sue risorse. C’è bisogno di volontà e impegno da parte di tutti per vincere le sfide del presente”, questo il messaggio lanciato dalla festa del 2 giugno dal prefetto Antonella Scolamiero.
69 anni fa lo storico referendum dove gli italiani superarono la monarchia e scelsero la repubblica. La prima votazione a cui presero parte anche le donne. Uno spartiacque importante nella storia del Paese e l’inizio, nel bene e nel male, di un’avventura nuova.
Oggi, come ogni anno, nel capoluogo della Tuscia, come in tutte le città d’Italia, la cerimonia per ricordare la festa. Tutto è iniziato alle 10,30 con il plotone di formazione interforze schierato, i medaglieri e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma tirati a lucido e i gonfaloni della città di Viterbo e della Provincia di Viterbo a rendere omaggio.
Momento centrale, sul piano simbolico, del tutto la deposizione della corona d’alloro al monumento ai caduti del Sacrario. Momento sempre toccante, preceduto dall’alza bandiera.
Sul piano del messaggio due momenti importanti: la lettura della lettera inviata ai prefetti dal capo dello stato Sergio Mattarella e il discorso del prefetto.
Il presidente della Repubblica ha invitato al miglioramento dell’amministrazione pubblica, a una maggiore vicinanza ai problemi dei cittadini e alla massima moralità chi amministra la cosa pubblica.
Il prefetto ha puntato tutto su un messaggio di speranza verso il futuro. Una speranza non passiva ma fatta del lavoro e dell’impegno di tutti i cittadini. Ha citato come esempio la presenza di Viterbo a Expo con la Macchina di Santa Rosa e le sue aziende d’eccellenza.
“La Macchina di Santa Rosa è il simbolo della passione, della forza e della capacità di raggiungere i risultati che i viterbesi hanno”, così il prefetto.
La cerimonia si è chiusa con i canti del liceo musicale dell’istituto Santa Rosa di Viterbo.


















