2 giugno, Arena: "Guardiamo con fiducia al futuro"
Arena
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VITERBO - Il messaggio del sindaco Giovanni Arena in occasione della Festa della Repubblica.

VITERBO – “Con il 2 giugno celebriamo il 75° anniversario della proclamazione della Repubblica. La Repubblica, il simbolo di un popolo che si riconosce unito e che trova la propria identità nei principi di democrazia, coesione e giustizia. Celebriamo principi fondamentali per ogni cittadino ed essere umano. La Festa della Repubblica va a rinnovare e rinsaldare ogni anno quei valori indispensabili ed essenziali che sono alla base di un vivere democratico e civile. Una festa che è anche un’occasione di riflessione. 75 anni dalla nascita della nostra Repubblica. Riflettiamo su cosa è accaduto in questi anni e guardiamo con fiducia al nostro futuro. Con fiducia, speranza e prudenza.

È il secondo anno consecutivo che questa importante ricorrenza viene celebrata in maniera sobria e ristretta a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso. Nessuna parata militare ai Fori Imperiali a Roma e celebrazioni in tono minore in tutte le città d’Italia. Una scelta di responsabilità istituzionale in linea con quel concetto di prudenza e speranza di cui parlavo. La speranza che presto si possa uscire tutti da questa difficile esperienza della pandemia e si possa tornare alla normalità, sia nella vita di ogni giorno e sia in occasione di importanti ricorrenze come il 2 giugno, l’anniversario che celebra la nascita della Repubblica”. Così il sindaco di Viterbo Giovanni Arena.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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