2.288 reati denunciati, 882 arresti e 14mila controlli. Il questore Suraci ai suoi uomini: "Esserci sempre"
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“Esserci sempre”, con queste semplici ma centrali parole la polizia di stato ha voluto festeggiare il suo 164esimo anniversario. A Palazzo dei Priori le parole del discorso del questore Lorenzo Suraci hanno scandito un momento di riflessione nella mente di chi 365 giorni all'anno veglia sul territorio e sui cittadini.

“Esserci sempre”, con queste semplici ma centrali parole la polizia di stato ha voluto festeggiare il suo 164esimo anniversario. A Palazzo dei Priori le parole del discorso del questore Lorenzo Suraci hanno scandito un momento di riflessione nella mente di chi 365 giorni all’anno veglia sul territorio e sui cittadini.

2.288 i reati denunciati, 882 gli arresti e oltre 14mila controlli. Un lavoro costante, che non conosce interruzioni. Delicato e pronto alle sfide di un presente per certi versi sempre più complicato. L’orgoglio della divisa, ma ancora primo l’orgoglio di esserci. Esserci per far rispettare le regole, unico baluardo al vivere civile.

Gli uomini della polizia di stato di Viterbo hanno saputo essere vicini alla città, dando risposte alla necessità di sicurezza dei cittadini. Impagabile il lavoro svolto da tutti i reparti. Importanti i risultati portati a casa nella lotta e prevenzione del crimine. Inossidabile e capillare l’attività della Squadra Mobile, senza tregua l’azione energica della Digos, preziosa l’opera investigativa della scientifica. Un ruolo di frontiera è stato garantito dall’ufficio immigrazione, la regia dall’azione della sala operativa. Fondamentale la collaborazione con la polizia stradale, ferroviaria e postale. Questi tutti i temi toccati dal discorso del questore Suraci.

Poi l’invito, fermo e gentile ai suoi uomoni: “Continuate a fare la vostra parte, con la determinazione di chi crede in quello che fa e nell’importanza di mettersi al servizio della collettività”.

Durante la cerimonia sono stati consegnati diversi riconoscimenti, per meriti conquistati sul campo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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