
”Lo giuro”, il grido pieno di entusiasmo ha riecheggiato per l’ennesima volta alla Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare di Viterbo. 85 nuovi allievi, 69 uomini e 16 donne, sono entrati a far parte, questa mattina, di quella che è possibile chiamare la “grande famiglia azzurra”.
”Questi sono ragazzi dell’Italia che merita”, le parole del comandante Paolo Briancesco. Il giuramento del 17esimo corso allievi marescialli Uriel è stato onorato dalla presenza del capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Pasquale Preziosa e di tanti rappresentanti delle autorità civili e religiose della città di Viterbo. Presente il prefetto Antonella Scolamiero, il presidente della Provincia Marcello Meroi, in rappresentanza del Comune di Viterbo l’assessore Raffaella Saraconi, il vescovo Lino Fumagalli, il procuratore capo Alberto Pazienti.
Affascinante e carico di significati il cerimoniale. Culminato nella consegna del vessillo del corso. “Un simbolo”, per usare le parole del capo di Stato maggiore, che questi giovani porteranno sempre con loro e che li unirà per tutta la vita.
Uriel, etimologicamente ”luce di Dio” nella lingua ebraica, è uno dei sette più grandi arcangeli e rappresenta uno dei quattro punti cardinali. E’ anche il protettore degli esploratori, degli innovatori e degli atronauti. Gli elementi simbolici caratterizzanti dello stemma sono: le ali, che rimandano direttamente all’Arma dell’Aeronautica, il fuoco, simbolo di forza, fascino ma soprattutto creatività, spada e libro, simboli della Scuola marescialli. Il colore predominante è il rosso, identificativo del corso.
E proprio nel suo discorso il capo di Stato maggiore ha ringraziato le famiglie per questi ragazzi di sani principi: “Ve li ricorderete quando gattonavano e smontavano i giocattoli. Ora sono qua, nella fierezza dell’uniforme, impegnati in un grande lavoro: pensare agli altri. Questo non è volontariato, è un mestiere. Lo sanno bene come hanno dimostrato di saperlo bene i militari che hanno rischiato le proprie vite calandosi nell’inferno di fiamme della Norman Atlantic, per salvare altre vite umane. Non sono degli eroi, non saranno degli eroi ma uomini e donne importanti per la grandezza dell’Italia”. Poi rivolgendosi ai giuranti: “Ricordate che non entrate in una catena di montaggio. Ricordate che non avete conquistato un lavoro ma avete scelto un mestiere. Siate sempre curiosi, perché la curiosità è la frontiera della conoscenza”.
Durante la cerimonia velivoli dell’aeronautica hanno sorvolato la scuola marescialli. Ad accompagnare la mattinata le note della banda musicale dell’Aeronautica. Uno dei momenti più affascinanti l’ha giocato l’esibizione di difesa personale. Dopo la benedizione del gagliardetto e la preghiera dell’aviatore i ragazzi hanno urlato il proprio ”lo giuro”.


















