L'ora X per il Partito Democratico viterbese
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Tutti i riflettori dell'attenzione politica sono rivolti all'incontro, interno al Pd viterbese, di oggi pomeriggio. Uno snodo fondamentale per il futuro dell'amministrazione Michelini.
I big del Pd viterbese

Il momento topico di questa giornata che stiamo vivendo è, per gli appassionati delle vicende politiche cittadine, l’incontro del Partito Democratico di oggi pomeriggio. L’ora “X”, lo start dull’operazione “Chiarimento Interno” scatta alle 17,30 in quel di via Cardarelli, sede dei democratici viterbesi.

 

Un appuntamento che prevede la presenza dell’unione comunale del Pd, guidata dal segretario Stefano Calcagnini, e del gruppo consiliare al Comune di Viterbo del partito. Lo scopo consiste nel trovare una sintesi sulla posizione da portare su un altro tavolo: quello del vertice tra le forze di maggioranza in agenda per domani. In quel caso i democratici dovranno confrontarsi con gli alleati di ‘Oltre le mura’, Sel, Lista Civica e Viva Viterbo.

 

Quello di oggi è un passaggio molto delicato al quale si arriva dopo le scosse telluriche, in seno alla maggioranza che sostiene Leonardo Michelini, della scorsa settimana. Il grande interrogativo da sciogliere è questo: Viva Viterbo dentro o fuori dalla maggioranza? Quello che uscirà fuori dall’incontro di oggi è il punto di vista del Pd. Serra e Calcagnini, con le dichiarazioni degli scorsi giorni hanno lasciato intendere la volontà di “far fuori” il gruppo civico-politico di Filippo Rossi. All’interno del Partito Democratico però non sono proprio “tutti d’un sentimento”. Facendo estrema sintesi le cose stanno così: i popolari (fioroniani) e i renziani di credo “serra-manciniano”, salvo ripensamenti delle ultime ore, sembrerebbero intenzionati a chiedere di mettere fuori gioco quelli di Viva Viterbo. Di diverso avviso tutti i appartenenti a questo asse (panunziani, egidiani e civatiani).

 

All’interno dell’incontro di oggi si ragionerà anche sul rimpasto di giunta, dato ormai per scontato indipendentemente da quella che sarà la posizione (più oltransista o moderata) sintetizzata entro stasera dai democratici. Nel pentolone bolle qualcosa di più di una semplice inversione di ruoli tra Giacomo Barelli e Tonino Delli Iaconi.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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