Morire a 34 anni per un tumore raro. Non ce l'ha fatta la mamma-leonessa Tamara Ricci
Foto Tamara Ricci Corchiano
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Tamara Ricci ha combattuto come una leonessa. Per il suo bambino di tre anni, per suo marito Luigi. Un dolore per la comunità di Corchiano e per chi ha conosciuto questa ragazza, stroncata da un colangiocarcinoma. Un raro e particolarmente aggressivo tumore alle vie biliari. Lascia anche il papà e la mamma e due sorelle. 

CORCHIANO – Morire a 34 anni, lasciando un vuoto enorme. Tamara Ricci ha combattuto come una leonessa. Per il suo bambino di tre anni, per suo marito Luigi. Un dolore per la comunità di Corchiano e per chi ha conosciuto questa ragazza, stroncata da un colangiocarcinoma. Un raro e particolarmente aggressivo tumore alle vie biliari. Lascia anche il papà e la mamma e due sorelle.

Le scorse settimane era stata avviata una campagna di raccolta fondi a sostegno della famiglia. Chiamata ad affrontare oltre a un dolore terribile anche molte spese.

Un’onda di vicinanza ai famigliari. Dalla Croce Rossa di Corchiano: “Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato di Corchiano si stringono in un abbraccio commosso alla nostra cara collega e amica Rossella Togni per la prematura scomparsa della figlia Tamara.

Cara Rossella, siamo al tuo fianco. In questi anni ci hai insegnato cosa significa aiutare gli altri; oggi siamo noi a voler stringere te in un abbraccio infinito. Tutti i volontari della CRI di Corchiano piangono con te e pregano per la tua famiglia. Ciao Tamara, che la terra ti sia lieve”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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