17 gennaio 1944, Arena: "Una ricorrenza triste, che segna la storia della nostra città"
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VITERBO - Ormai da molti anni la comunità parrocchiale di san Francesco ricorda quel triste giorno del 1944 con la preghiera e la vicinanza verso i parenti e gli amici delle vittime. Da qualche anno inoltre si è ritenuto opportuno estendere la commemorazione a tutte le vittime dei bombardamenti sulla città di Viterbo.

VITERBO – Venerdì 17 gennaio la giornata commemorativa delle vittime dei bombardamenti su Viterbo. Alle ore 11, presso la basilica di San Francesco, è prevista, come tutti gli anni, la celebrazione eucaristica officiata dal vescovo Lino Fumagalli, alla quale interverranno rappresentanti istituzionali, autorità civili e militari e una  rappresentanza dell’associazione delle vittime di guerra.

Ormai da molti anni la comunità parrocchiale di san Francesco ricorda quel triste giorno del 1944 con la preghiera e la vicinanza verso i parenti e gli amici delle vittime. Da qualche anno inoltre si è ritenuto opportuno estendere la commemorazione a tutte le vittime dei bombardamenti sulla città di Viterbo.

A conclusione della celebrazione religiosa si procederà alla deposizione di due corone, prima al monumento a piazza San Francesco e poi al cippo di piazzale Gramsci (ingresso parcheggio area Garbini). Per consentire il regolare svolgimento degli appuntamenti in programma, sarà istituito il divieto di sosta in piazza San Francesco, dalle ore 8,30 fino a cessata necessità. Dalle 11,30, a piazzale Gramsci, potrebbe essere interrotta la circolazione veicolare, limitatamente alla durata della deposizione della corona.

Il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena invita la città a partecipare.
“Una ricorrenza triste, che fa parte della storia della nostra città – ha sottolineato il sindaco Arena – Una data che riporta alla memoria quanto accaduto quel 17 gennaio del 1944. Con questa giornata commemorativa vogliamo ricordare quanto accaduto quel giorno, e rendere omaggio alle tante persone che persero la vita perchè colpite dalle
bombe o perchè rimaste sotto le macerie di quel bombardamento e di tutti gli altri avvenuti nella nostra città. Invito tutta la cittadinanza a partecipare alla giornata commemorativa”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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