
VITERBO – Sale l’Emozione per la notte del tre settembre, la notte dei Facchini. Mentre le “giornate per i viterbesi” si avvicinano, la città, e in particolare coloro che vivono all’ombra delle sue antiche mura, si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e sentiti dell’anno.
Sebbene per chi, come me, abita nella quiete della campagna e non nel cuore pulsante del centro storico, sia sempre difficile cogliere appieno la vibrante atmosfera che pervade la “città” in questi giorni, è impossibile non percepire l’onda crescente di emozione che precede il solenne Trasporto.
Anni fa, ebbi la fortuna di seguire da vicino un facchino di Santa Rosa per l’intera giornata del 3 settembre, dall’intimità della vestizione al giubilo finale. Fu un’esperienza che mi permise di toccare con mano la profonda dedizione che questi uomini nutrono per la Santa, per l’atto sacro del Trasporto e per la loro amata Viterbo. Vestiti di un bianco candido – colore che simboleggia la purezza del loro animo – e cingendo la fascia rossa, emblema dell’amore incondizionato che li lega a questa impresa, i Facchini incarnano un legame indissolubile con la loro identità e la loro fede.
È una relazione intensa quella che lega i Facchini alla loro città, la quale li osserva con uno sguardo che è al contemporaneo severo e amorevole, come solo una madre sa fare con il proprio figlio. E ora, mentre quel giorno sacro si avvicina, l’emozione si fa palpabile. Si insinua nelle vene, si legge nei volti, si avverte nelle parole sommesse, negli sguardi intensi e persino nei silenzi carichi di attesa di coloro che, tra poche ore, “prenderanno per mano” Santa Rosa.
Saranno loro, i “Giganti Buoni” di Viterbo, a sollevare e portare in trionfo la Macchina di Santa Rosa attraverso le vie buie della città, in quella notte magica del 3 settembre, illuminando un rito plurisecolare che unisce fede, storia e profonda identità comunitaria. Un evento che trascende la semplice processione, divenendo un’incarnazione vivente dello spirito viterbese.
Un’attesa che ogni anno si rinnova, sempre con la stessa intensità, in attesa di quella notte in cui sudore, fede e amore si fonderanno per un’impresa che è leggenda e promessa. Viterbo è pronta. I suoi Facchini, ancora di più.
© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune


















