Giorno del ricordo, delegazione viterbese alla celebrazione della Camera dei Deputati con Mattarella
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Una delegazione della sezione viterbese dell'associazione 10 febbraio ha partecipato alla celebrazione del 'Giorno del ricordo' presso la Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella.

Giorno del ricordo, una delegazione della sezione viterbese del comitato ’10 febbraio’ ha partecipato alla celebrazione presso la ‘Sala Regina’ della Camera dei Deputati.

Un incontro alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, del presidente del Senato Pietro Grasso, del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e del sottosegretario Benedetto Della Vedova.

L’associazione viterbese è intervenuta su invito di Antonio Ballarin, presidente della federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. La delegazione del comitato era composta dal presidente nazionale Michele Pigliucci, dalla giornalista e scrittrice Carla Isabella Elena Cace, componente del direttivo nazionale e dal giornalista e ricercatore storico Silvano Olmi, segretario del Comitato 10 Febbraio di Viterbo.

“Celebrare questa commemorazione in un ambiente così prestigioso – il commento di Silvano Olmi – è stato il doveroso omaggio ai martiri delle foibe e ai 350mila istriani, giuliani e dalmati costretti all’esilio dalle proprie terre. Il ‘Giorno del ricordo’ serve per non dimenticare e quale monito per tutti, affinché genocidi del genere non debbano più accadere”.

Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le scuole vincitrici del concorso nazionale ‘La Grande Guerra e le terre irredente dell’Adriatico orientale nella memoria degli italiani’, promosso dal Ministero dell’Istruzione.

Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del presidente della federazione degli esuli Antonio Ballarin e della giornalista Lucia Bellaspiga. Ballarin ha ricordato la pulizia etnica che colpì gli italiani e la violazione sistematica dei diritti umani sanciti da leggi e trattati internazionali. Inoltre, ha rammentato che ancora non è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare alla città di Zara, duramente colpita dai bombardamenti anglo-americani durante la seconda guerra mondiale.

La giornalista Lucia Bellaspiga ha commosso tutti raccontando episodi famigliari, i suoi genitori sono esuli da Pola. Inoltre, ha elencato i rastrellamenti notturni, i processi sommari e gli infoibamenti ai danni degli italiani, sottolineando che “la memoria è un dovere” per i figli e i nipoti degli esuli.

Infine, ha ricordato la prima e la più terribile strage compiuta nel dopoguerra in Italia, episodio ricordato di recente anche dal presidente del comitato 10 Febbraio di Viterbo Maurizio Federici.

Il 18 agosto del 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, mentre si svolgeva una gara sportiva, un’esplosione uccise circa 70 italiani, più di un terzo erano bambini. I corpi di alcune delle vittime, investiti in pieno dalla tremenda esplosione, non furono più ritrovati. Documenti dei servizi segreti inglesi, resi pubblici solo recentemente, accusano della strage la famigerata Ozna, la polizia segreta comunista jugoslava, che mise in atto questo genere di azioni criminali per spingere all’esodo la popolazione italiana di Pola.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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