La sindaca Frontini riempie la città di manifesti per raccontare i risultati dei primi due anni e mezzo di mandato: "E' Viterbo ciò che conta"
Foto Chiara Frontini
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VITERBO - Una mossa di comunicazione politica piuttosto interessante e che è destinata a cambiare il contesto dell'attività politica.

VITERBO – ‘E’ Viterbo ciò che conta’, con questo claim la sindaca Chiara Frontini apre una nuova fase della sua azione politica. Questa mattina, l’avranno notato in molti, la città si è svegliata con una importante campagna di comunicazione politica che non ci risulta avere precedenti nella storia dei sindaci della città.

Una campagna cartellonistica con diversi 6×3, 12×30 e 70×100. Manifesti che raccontano l’attività di governo della città in questi due anni e mezzo di frontinismo appena trascorsi. Il tutto accompagnato anche da uno sviluppo social e web della campagna stessa: dal sito internet www.chiarafrontini.it ai social della sindaca dove campeggia un video che immortala la prima cittadina mentre passeggia proprio sotto uno dei cartelloni più grandi, un 12×3, affiso lungo l’arteria di traffico di Viale Raniero Capocci. 

Sorridente come spesso capita vederla la sindaca lancia un messaggio ben confezionato: “Buongiorno Viterbo, questa mattina troverete la città con affissi alcuni dei nostri primi risultati di questa prima parte di mandato. E’ partita la campagna “è Viterbo ciò che conta” nella quale raccontiamo alcuni degli obiettivi raggiunti dalla nostra amministrazione nei primi due anni di mandato: il mercato tornato in centro, il risanamento di Francigena, l’aumento della famiglie beneficiarie del bonus asili nido, le strade asfaltate e molto altro. Vi invito a guardarvi intorno, in queste giornate, per capire i risultati di quello che è stato fatto in questi due anni e qualche mese”. 

Una mossa di comunicazione politica piuttosto interessante e che è destinata a cambiare il contesto dell’attività politica, piuttosto sonnacchiosa, sul capoluogo della Tuscia introducendo in maniera massiccia l’elemento, sempre più centrale, della comunicazione. 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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