"Salviamo i lastroni in peperino della piazza di Bagnaia"
BAGNAIA (4)
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VITERBO - "Sarebbe significativo che le pietre rimanessero proprio a Bagnaia. A questo proposito non esitiamo e chiedere formalmente l’intervento della Soprintendenza".

VITERBO – “Salviamo i lastroni in peperino della piazza di Bagnaia”. Questo l’appello del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Palazzo dei Priori.

“Tra i vari interventi che l’amministrazione Frontini sta portando avanti, con tempi discutibili ed enormi disagi per la città, c’è il rifacimento della piazza di Bagnaia, che ha suscitato molte perplessità ai bagnaioli che, quella piazza, vivono ogni giorno – così nella nota dei meloniani -. L’ intervento è stato oggetto anche da parte nostra di sopralluoghi ed attenzioni.

La maggiore preoccupazione riguarda proprio la sostituzione dei grandi lastroni di peperino con altri di diversa fattura, che cambiano completamente il volto del luogo e, almeno per qualche anno, stonano in maniera evidente nel contesto antico e vissuto.

Ci chiediamo poi, e su questo vogliamo una risposta precisa sia da parte dell’assessore Floris che da parte della sindaca, quale destinazione avranno le pietre antiche rimosse e, nel caso di non immediata utilizzazione, come verranno catalogate e conservate.
Quelle pietre erano, ovviamente, un valore aggiunto per il centro storico di Bagnaia, a testimonianza di quanto il peperino abbia caratterizzato nei secoli ogni costruzione privata e pubblica del Viterbese.

Ci auguriamo che il nostro appello non rimanga inascoltato e che, come invece in passato è qualche volta purtroppo avvenuto, le pietre che raccontano la nostra storia non siano, dopo un restauro, abbandonate, svendute, o destinate a scopi che poco hanno a che fare con la valorizzazione della storia e della cultura che rappresentano.

In questo caso sarebbe significativo che le pietre rimanessero proprio a Bagnaia. A questo proposito non esitiamo e chiedere formalmente l’intervento della Soprintendenza. Aspettiamo un chiarimento dall’amministrazione, facendo presente che tutti gli abitanti di Bagnaia aspettano, preoccupati come noi, la risposta”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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