LATERA – “La Madonna c’aperto i l’occhie” questo è l’incipit della Festa del 1° Marzo a Latera. Un cartellone del programma scritto tutto in vernacolo laterese partiamo dal titolo “La Madonna che aperto gli occhi” per ricordare l’evento miracoloso del primo Marzo del lontano 1875 avvenuto nella Chiesa di San Giuseppe davanti a una manciata di fedeli che gridarono al miracolo quando la Madonna aprì gli occhi per alcune volte.
La tradizione si ripete e per questo 1° marzo 2025 sono ben 150 anni di questo Miracolo e il piccolo borgo dell’alta Tuscia si prepara a viverlo con devozione e con un programma pieno di eventi che partono dalla mattina fino a tarda sera. Un accenno al cartellone in vernacolo; “ Spizzicamo checcosa e mannamo le palloncine pi l’aria” questo a metà giornata verso la sera ci sarà “ Sagra de i castagnolo e mannamo pi l’aria le pallone a San Giuseppe”.
“ E’ una festa che tutta la popolazione sente sua – dice il sindaco di Latera Francesco Di Biagi –. Da ragazzino mi ricordo che mi sbrigavo a
pranzare per poter partecipare ai giochi popolari e la giornata terminava fino al lancio dei palloni aerostatici”.
Il borgo di Latera ha intrapreso da questa estate la via dell’arte contemporanea con la realizzazione dei tre murales ed è solamente il primo passo verso il perfezionamento del progetto che avverrà nella prossima primavera. Altri artisti saranno a Latera dalla terza settimana di maggio per la realizzazione di ben 5 opere di scultura che verranno esposte nei luoghi più belli del borgo.
Tutte le decisioni sono delle scommesse. In ognuna di esse c’è una scelta, un calcolo delle probabilità, un rischio e una credenza. Pensare a Latera come un museo a cielo aperto non solo era inimmaginabile fino a poco tempo fa, ma anche una partita da vincere per una possibile rinascita del nostro borgo. Queste opere lasciano un’impronta indelebile anche della qualità e nella cura della scelta degli autori che con la loro abilità portano a Latera un valore aggiunto. Eccola la Tuscia che mi piace, che mi sorprende. Quella che lavora con intelligenza e modernità. Quella che guarda al futuro prossimo con più ottimismo ma che rimane ancorata alle proprie tradizioni.
© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune























