
VITERBO – Nella politica serve fiuto e giocare ad alta quota per ottenere risultati. Il viterbese Umberto Fusco, in questo, può essere chiamato maestro. Giovedì 15 maggio, giorno dei Ceri di Gubbio (chissà se mai entreranno nella Rete delle Macchine a Spalla), sarà un giorno di grandi sorprese.
Alle ore 22.10 di mercoledì 14 l’ex senatur Umberto Fusco ha spedito un’email nelle redazioni dei principali giornali viterbesi. Scusandosi del poco preavviso convoca una conferenza stampa per le 10,30 del 15. L’appuntamento è presso la sala conferenze dell’Hotel Salus Terme. Fino a qui, poco interesse. Poi, una riga dopo, la conferenza stampa diventa interessante: “parteciperà il Generale e Onorevole Roberto Vannacci”.
Vannacci a Viterbo? E di 15 maggio? Lo stupore non è per il fatto che ci immaginavamo un nazionalista alla “decima” potenza già dall’alba a fare squadra con gli eugubini per guardare i “Ceri”, simbolo della cultura e tradizione italica, andare su nel cielo umbro. Più che altro il generale, che sta per diventare generalissimo, sarà impegnato a Roma. Protagonista in quel del Consiglio Federale della Lega (convocato a Montecitorio per le 14) dove sarà incoronato vicesegretario del partito.
Andrà ad affiancare gli altri 3 vice di via Bellerio: il deputato Alberto Stefani, segretario della Liga Veneta, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon e il monzese Andrea Crippa. Niente male per uno che ha messo in tasca la tessera del Carroccio per la prima volta lo scorso 6 aprile.
E se Vannacci vola Fusco è destinato a seguirlo. C’è di più, e qui debbono concentrarsi le attenzioni di noi umili provinciali, Vannacci sembra destinato a ricevere il compito dell’organizzazione del partito sui territori. Ergo anche su Viterbo e la Tuscia. Così l’Umbertone nostrano, cresciuto politicamente a Palazzo dei Priori per poi fare il grande salto a Palazzo Madama con la penultima legislatura, ragionevolmente tornerà centrale per la Lega viterbese. O almeno così dovrebbe essere.
E gli altri? E Andrea Micci, segretario provinciale e unico leghista a Palazzo dei Priori? Il ritorno della pallina Fusco nel flipper della Lega locale, che da quello che vediamo sembra destinato ad accadere, scombussolerà le cose a queste latitudini etrusche? Un dato è certo: il partito non è messo bene: un solo consigliere nel capoluogo, una manciata di sindaci e consiglieri negli altri paesi, nessuno a Palazzo Gentili in Provincia, nessuno a Roma nei palazzi pesanti del potere.
E se la profezia di un Vannacci responsabile dell’organizzazione del partito troverà riscontro nella realtà allora azzardiamo la previsione di un Fusco Due nel partito locale, il che cambierà molte cose.


















