15 dicembre 1990: "La chiusura del centro, un atto dovuto"


Un lettore ci segnala questo manifesto di un convegno che si è tenuto nel lontano 1990, 27 anni fa presso la sala conferenze dell'amministrazione provinciale organizzato dalla Cisl di Viterbo e dal Sicet.
“La chiusura del centro, un atto dovuto”. Non è una battuta, ma è proprio così: se ne parla almeno dal 1990. Un lettore ci segnala questo manifesto di un convegno che si è tenuto nel lontano 1990, 27 anni fa presso la sala conferenze dell’amministrazione provinciale organizzato dalla Cisl di Viterbo e dal Sicet.
Parteciparono numerose personalità, tra cui l’allora sindaco di Siena. Un manifesto che dice tanto.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi

















