VITERBO – Per la prima volta nella sua recente storia la città di Viterbo ha un metodo di governo in linea con gli standard tecnici usati nei luoghi che funzionano. La certificazione di questa affermazione nell’evento accaduto nel pomeriggio di ieri (venerdì 14 febbraio) presso l’Auditorium Unindustria.
Sul posto, nella diretta streaming allo Spazio Eventi (pensata per dare una seconda sala ai molti che sono intervenuti all’iniziativa) e sulla diretta social è emersa una cosa semplice ma potentissima: l’amministrazione comunale sta lavorando. E lo sta facendo con una cosa importantissima: il metodo.
Allora ecco che diventa spiegabile la velocità con cui stiamo assistendo al cambiamento di molte cose di questa città. Ecco che diventa chiaro come in due anni e mezzo quella che qualcuno vorrebbe semplicemente, e furbescamente, bollare come “una ragazzina con la vocetta sottile” sia riuscita a fare così tanto. Un numero di cantieri impressionanti che stanno davvero cambiando la città da gestire, una serie di riforme su aspetti incancreniti del tessuto urbano e sociale senza precedenti.
Non è un caso se le hanno spalancato la “casa degli imprenditori” di questo territorio. Le parole di Andrea Belli in apertura dell’evento hanno suonato chiaramente: “Siamo imprenditori, non abbiamo una collocazione politica ma saremo sempre dalla parte della Viterbo che vuole crescere”. Frontini poteva fare questo incontro ovunque: sala Reggia, teatro Unione, persino pagando in qualche sala congressi. No, quanto è accaduto è andato in scena nella “casa degli imprenditori” viterbesi. E questo è un fatto che già da solo ha un enorme significato e racconta cose importanti.
L’evento è durato tre ore. Ha mobilitato un fiume di persone: pezzi dell’amministrazione, professionisti, tecnici, vertici di aziende. Di tutto. Potremmo scrivere dei panegirici su qualche microfono che ha gracchiato, su qualche giacca sgualcita, su qualcuno in sala spettinato. Preferiamo scrivere di Viterbo, della Viterbo che cresce.
E non perché dobbiamo incensare Frontini ma perché è importante dare rinforzi positivi a quello che si muove su binari corretti, soprattutto da un punto di vista tecnico. Senza pregiudizi – per riprendere ancora un po’ le parole del presidente Unindustria Andrea Belli – ci troviamo a raccontare di una giovane sindaca che sicuramente ha studiato bene, che evidentemente ha anche capito quello che ha studiato, che praticamente ha applicato le sue conoscenze in lavori di un certo livello e che oggi porta tutto quel suo bagaglio non comune a servire la città dove è nata e dove vive. Se in passato abbiamo riconosciuto ad altri sindaci di avere una qualità innata: l’amore per la città; e di Giulio Marini l’abbiamo detto più volte, oggi siamo a dovere riconoscere l’amore di Chiara Frontini per Viterbo.
Ma ne riconosciamo anche la capacità, il metodo e il lavoro. Sbaglierà, sicuramente. Ma ci sentiamo anche di dire che sta facendo e farà tanto. Al netto dei detrattori, che però vediamo sempre più deboli: sempre meno sulle cose e sempre più a fare la zuppa nella polemica, anche sempre meno nella realtà fattuale e persi in un iperuranio in cui qualche demone sembra proiettarli.
Frontini non è perfetta, sia chiaro. Importante osservare il suo governo, evidenziare dove deve migliorare, dove c’è l’errore. Ma l’atteggiamento di fondo deve essere quello di chi lo fa perché le cose devono essere fatte bene e non per abbattere in qualsiasi modo una persona.
Torniamo all’evento. Quello che è emerso è che il percorso politico-amministrativo in essere e che guida i destini del Comune di Viterbo (la casa di tutti i viterbesi) segue una logica, segue un pensiero strategico. Le azioni non vengono calate a caso ma nascono dallo studio di problemi, confronto, realizzazione e misurazione dei risultati di ogni singola azione. Tutto questo è musica alle orecchie degli imprenditori. E’ quello che gli imprenditori bravi, gli unici che possono avere successo, fanno ogni giorno nelle proprie aziende. E questo Andrea Belli lo sa bene ed è per questo che il suo discorso d’apertura è stato sobrio ma anche entusiasta.
Negli occhi di quella sala all’Auditorium, al netto dei difetti e delle criticità dei singoli, è stato visibile un minimo comune denominatore: l’essere ognuno dalla parte della Viterbo che cresce e che vuole crescere.
Potremmo fare la cronaca di ogni minuto di quello che si è detto e fare le pulci. Martinengo per esempio ha detto che sono stati piantumati 1.057 alberi nuovi dall’inizio dell’amministrazione Frontini. Ci risulta ne siano stati piantati 1.053 e che uno si sia seccato e che uno non è propriamente un albero ma più che altro un fiore secondo la gnoseologia dell’Antico Testamento. Potremmo fare i sofisti su alcune cose non proprio in quadro che sono state dette ma commetteremmo l’errore di non cogliere lo spirito che ha legato il tutto, il senso di quanto sta accadendo e l’importanza di un metodo di governo tecnicamente in linea con quello che viene fatto nei luoghi che funzionano.
Per una cronaca puntuale c’è il video integrale.





















