
VITERBO – II giorno 15 maggio l’ENS, grazie alla preziosa collaborazione dell’Università Tuscia e in particolar modo del prof. Savino Senni, particolarmente sensibile alla tematica della accessibilità, ha resto l’evento il programma presso l’Orto Botanico accessibile anche alle persone sorde, offrendo una piena inclusione.
Le spese del servizio di interpretariato sono sostenute dall’Università e ENS, con entusiasmo ha accolto l’iniziativa e ha diffuso la notizia, raccogliendo un numero di sordi che hanno partecipato con interesse. Tale iniziativa era stata già anni prima fatta e resa accessibile ma con l’arrivo della pandemia non si è potuta svolgere.
A oggi essendo la situazione sembra più tranquilla, l’attività è ripresa e anche l’attenzione verso la LIS non è mancata. Ricordiamo la Lingua dei segni (LIS) è stata riconosciuta dal Parlamento Europeo nel 1988 come e vera e propria lingua dei Sordi, che la convenzione dell’ONU per i diritti delle persone con disabilità all’art. 21commae, recita testualmente l’obbligo “di riconoscere e promuovere la lingua dei segni”; La LIS è latrice di valori del mondo dei sordi, della loro cultura, della loro storia e della loro identità. Il suo riconoscimento sul nostro territorio viterbese avvenuto già nel 2013 significa, espressione del valore di cittadinanza, di modo che tutti possano sentirsi pienamente cittadini italiani.
E’ l’ uguaglianza che garantisce l’accessibilità, è la libertà di scelta linguistico-comunicativa delle persone sorde che rappresenta il primo passo per garantire tutti i loro diritti di cittadinanza. Questo è un esempio che laddove l’accessibilità per persone sorde c’è loro ci sono, perché non vivono l’isolamento ma l’inclusione. Allora perché non fare attenzione a questo anche per altre iniziative?


















