132 armi detenute in maniera irregolare nel Viterbese, sequestrate dalla polizia
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Le armi sequestrate verranno avviate, seguendo una specifica procedura, alla loro definitiva rottamazione.

VITERBO – La Polizia di Stato, al termine di un’attività ispettiva promossa ed avviata nel corso dell’anno nei confronti dei titolari del permesso di detenzione di armi residenti nella città di Viterbo, ha provveduto ad eseguire il ritiro di 132 armi tra lunghe, corte e bianche precedentemente detenute.

Ai sensi della Legge n. 241/2018, infatti, tanto i detentori di armi lunghe e corte da sparo, quanto i semplici possessori di armi “bianche” (sciabole, spade, pugnali) hanno l’obbligo, alla scadenza quinquennale del titolo, di dimostrare il mantenimento del possesso dei requisiti necessari previsti dalla normativa vigente.

La mancanza dei presupposti fisici e morali richiesti comporta la decadenza dell’autorizzazione alla detenzione. A seguito dell’attività di verifica operata dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Viterbo, constatato il venir meno dei riferiti presupposti, si è quindi provveduto al ritiro di 132 armi la cui detenzione non risultava più giustificata.

Le armi sequestrate verranno avviate, seguendo una specifica procedura, alla loro definitiva rottamazione.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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