
ROMA – Il ministro dell’Interno Lamorgese ha risposto oggi, nel corso di un’informativa urgente alla Camera dei Deputati, sui fatti del rave party di Valentano.
Il ministro ha illustrato una ricostruzione cronologica di cosa è accaduto in quei giorni in prossimità di Ferragosto, che hanno visto migliaia di persone riversarsi in un’area di campagna tra Valentano e Latera, a ridosso del lago di Mezzano.
In sintesi la tesi del ministro inquadra quanto accaduto a Valentano come un evento in alcun modo prevedibile e spiegato i motivi per cui non era praticabile la soluzione dello sgombero. Sul posto hanno lavorato circa 900 uomini delle forze dell’ordine nei tre giorni in cui si è tenuto l’evento.
Secondo Lamorgese verso le 20.45 del 13 agosto sono stati controllati circa quaranta camper sulla via Aurelia, tra Livorno e Cecina. Chi era a bordo non ha voluto rivelare alle forze dell’ordine la propria destinazione. Alcuni dei fermati avevano alle spalle reati tipici dei frequentatori di rave party. Per questo è stato disposto un monitoraggio: “Alcune ricostruzioni giornalistiche, nel riprendere un’espressione contenuta in un rapporto di polizia, hanno definito il dispositivo di monitoraggio messo in atto rispetto ai camper come una ‘scorta’: ora è ben noto che il termine, definito impropriamente nell’occasione, definisce un dispositivo di tutela ravvicinata di persone esposte al rischio, riguardando quindi una misura che ha finalità per niente attinenti, anzi opposte”, a quelle messe in atto in questo caso.
Per il ministro “Azione di polizia messa in atto in quelle ore ha impedito l’arrivo di 30mila persone”. “Il 14 agosto un ragazzo ha chiamato i carabinieri e ha riferito che probabilmente un rave party stava per essere organizzato nei pressi di un lago italiano – ha riportato il ministro -. Il luogo prescelto sarebbe stato indicato ai partecipanti soltanto dopo il posizionamento dei mezzi e l’avvio della musica. Nella notte la compagnia di Tuscania ha inviato una pattuglia di carabinieri a Valentano dopo che lo stesso ragazzo ha richiamato e ha indicato il luogo del rave. All’1,34, dopo l’invio dei carabinieri, qualcuno ha segnalato telefonicamente per la prima volta un via vai di mezzi sospetti intorno al lago”.
Secondo Lamorgese, c’erano già migliaia di persone sul luogo del rave, con i ‘muri del suono’ già installati e funzionanti. L’area del lago è estremamente vasta, è buia, è priva di recinzioni ed è raggiungibile da tantissime strade sterrate. L’area, ha riferito la titolare del Viminale, è stata subito chiusa e “cinturata”.


















