De Simone: "L'edilizia può riprendersi solo se si ristruttura il centro"
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L'edilizia viterbese ha una sola via per riprendersi: la ristrutturazione degli edifici del centro. A parlarne il direttore Andrea De Simone, che mette in evidenza la grave decadenza che interessa parecchi edifici dentro le mura.

“L’edilizia può riprendersi soltanto se prende via il recupero del centro storico di Viterbo”, così il direttore di Confartigianato Andrea De Simone. L’edilizia viterbese, settore traino per tanti anni dell’economia locale è in crisi nera. Si è costruito troppo, forse anche in maniera scellerata. Metri cubi e metri cubi di cemento che in alcuni casi non si è riusciti, complice anche la crisi economica che ha iniziato da diversi anni a mordere al polpaccio, a vendere.

“Se uno gira per le vie dentro le mura, anche su luoghi centrali come il corso, si rende conto di una situazione piuttosto grave. Si rimane perplessi e viene da domandarsi dove si è finiti”, continua De Simone. “Proprio i lavori di ristrutturazione delle facciate e degli appartamenti – continua il direttore Confartigianato – rappresenta una miniera di lavoro, per tante aziende del settore edile viterbese. E per il relativo indotto”.

L’edilizia come è stata conosciuta fino a ieri è di fatto morta, restano un paio di cantieri aperti in città.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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