Il lato B di Palazzo Papale, quando degrado chiama degrado
palazzo papale
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VITERBO - Una "coglionata" grave, perché fatta su un luogo simbolo della città e su un monumento storico, ma chi l'ha fatta qualche alibi ce l'ha.

VITERBO – “Ricominciamo da qui”, scritto con lo spray sulle pietre poggiate nel medioevo per costruire palazzo papale. Una “coglionata” grave, perché fatta su un luogo simbolo della città e su un monumento storico, ma chi l’ha fatta qualche alibi ce l’ha.

Come fai a capire che “quella cosa”, che poi è il luogo dove è accaduto il primo conclave della storia, ha un valore se chi amministra la città lo lascia nell’abbandono? Ad accendere un riflettore è Fabrizio Rocchi di Viterbo Clean Up, cittadino con la “c” non maiuscola ma cubitale che con i suoi amici sta ripulendo strade, fossi, forre e tanto altro dai rifiuti. 

Sua la foto che proponiamo all’attenzione dell’opinione pubblica. La parte del monumento che guarda verso la vallata di Faul è, da sempre, in condizioni imbarazzanti. Tutto rovinato, incustodito, erba ovunque, guano di piccione a fare da cornice e rifiuti vari abbandonati. Roba da città turistica. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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