Fusco mostra i muscoli e chiama a raccolta i leghisti: "Questa è la Lega, tra la gente"
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VITERBO - Nella Lega viterbese si nasce e si muore "fuschiani" oppure si muore semplicemente finendo fuori dal partito. Poco cambia, se non nella procedura, se per "defenestrazione" o uscita spontanea. 

VITERBO – “Questa è la Lega, tra la gente”. Scrive così il senatore Umberto Fusco sui social. Lo fa pubblicando uno scatto dell’incontro tenuto questo pomeriggio alle 18 presso il centro sportivo Bullicame.

Fusco ha voluto incontrare gli amministratori e i militanti della Lega in una riunione aperta. Una riunione che vuole anche essere una prova di forza da parte del senatur, in quel luogo – il centro sportivo Bullicame – dove tutta la storia della Lega viterbese è venuta al mondo e ha segnato i suoi passi più significativi. Di fatto Fusco si conferma il centro del partito di Salvini sul territorio viterbese. Impossibile mettersi in contrapposizione con lui. Non c’è ragione che tenga.

Un dato di fatto dimostrato all’epoca della contrapposizione di Claudia Nunzi, messa fuori dal partito e ridotta al fine corsa da assessore. Un meccanismo replicato con Contardo. L’assioma nella Tuscia sembra essere “la Lega è Fusco e Fusco è la Lega”. Nessuno spazio per altre correnti, niente possibilità di ascesa ai livelli alti del “gioco della politica” per nessuno.

Nella Lega viterbese si nasce e si muore “fuschiani” oppure si muore semplicemente finendo fuori dal partito. Poco cambia, se non nella procedura, se per “defenestrazione” o uscita spontanea. E che essere nella Lega è ancora oggi un buon posizionamento politico lo dicono i numeri del consenso nazionale, che poi tirano anche quello locale. Con un partito oltre il 20% a livello nazionale non serve candidare cervelloni della politica per fare il risultato. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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