1200 grottani lasciati senza medico di base. Il Comitato: "Gli alti papaveri del potere viterbese hanno voluto così"
Grotte
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VITERBO - La risposta del Comitato di Medicina Generale è stata agghiacciante: “Non è possibile procedere all’accoglimento della richiesta”.

VITERBO – “Ne riparleremo … La disponibilità offerta dal dottor Taschini di continuare l’attività medica assistenziale, fino a quando sarebbe stato individuato un nuovo medico per Grotte Santo Stefano in grado di sopperire alla carenza medica, è stata respinta dal Comitato Aziendale di Medicina Generale nella seduta del 13 dicembre scorso”. Così il comitato spontaneo di residenti della frazione che ha cercato di contrastare una situazione grave per il paese. 

“Solo oggi, venerdì 20 gennaio, è stata ufficializzata e ne siamo venuti a conoscenza. Dal mese di ottobre, a favore della richiesta si erano impegnati diversi cittadini, contattando i responsabili della ASL, gli alti “papaveri” della politica viterbese e della Regione. Sono stati pubblicati diversi articoli e tra questi anche la lettera aperta alla sindaca Frontini e infine la raccolta di 750 firme presentate poi al Commissario Straordinario della ASL – continua la nota –

La risposta del Comitato di Medicina Generale è stata agghiacciante: “Non è possibile procedere all’accoglimento della richiesta”.

Se la vogliamo buttarla sul tragicomico cari grottani firmatari, care persone impegnate per questa giusta causa, che va dall’etica alla morale, agli occhi dei “Signori” noi siamo come nel film il Marchese del Grillo, che dopo una partita a morra dice “Ah mi dispiace, ma io sono io e voi non siete un cazzo!”.

Il risultato finale di questa lunga vicenda è che a Grotte Santo Stefano milleduecento pazienti non avranno più la doverosa assistenza del medico di base. Per loro un preoccupante Natale e ancor più un complicato inizio anno nuovo. Grazie a tutti per l’impegno e la collaborazione! Ne riparleremo…”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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